Elly Schlein (Foto Ansa)

Sit-in Pd alla Rai. Schlein: rilanciare riforma

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”Domani (oggi per chi legge, NDR) saremo a fare un presidio sotto la Rai. Ci saremo anche per dire basta a ‘Tele-Meloni’ e basta a un servizio pubblico svilito a essere portavoce della propaganda governativa. Ci saremo anche perchè ne va della dignità e della professionalità di tanti giornalisti e persone che lavorano nel servizio pubblico, nella pubblica informazione in Rai, e che non meritano di vedere utilizzato il proprio lavoro per diventare la cassa di propaganda di questo governo. La Rai è di tutte le italiane e di tutti gli italiani. Quindi, domani (oggi per chi legge, NDR), alle 18.30, il Pd sarà a fare questo presidio anche per rilanciare finalmente una riforma che renda il servizio pubblico realmente indipendente della politica dei partiti”. Lo ha detto ieri il segretario Dem, Elly Schlein, parlando a Strasburgo.

“Non tutti i mali nascono con questo governo, ma il Pd fa congressi e può cambiare idea e chiede una Rai indipendente dalla politica e dai partiti. Gli altri cambiano idea solo quando cambiano i leader”. Lo ha detto Elly Schlein, segretaria del Pd a diMartedi’ su La7. Domani (oggi per chi legge, NDR) il Pd organizza un sit-in davanti alla Rai dove gli stessi dem hanno voce in capitolo. “Io ascolto tutti ma ho vinto le primarie sulla base di un progetto chiaro e non sono disposta a scendere a compromessi al riguardo, anche sul fatto che vogliamo una libera e corretta informazione, una Rai che non sia cassa di risonanza del governo e della maggioranza, unica strada per una corretta informazione cui hanno diritto tutti i cittadini”.

Le reazioni

Ciannamea: ‘TeleMeloni non esiste, difendiamo la pluralità

“Io non so niente. L’ho apprendo adesso ma comunque TeleMeloni non esiste”. Così Marcello Ciannamea, direttore Intrattenimento Prime Time Rai che in occasione della conferenza stampa del Festival di Sanremo, parla del sit in previsto per oggi pomeriggio organizzato dal Pd per difendere l’indipendenza del servizio pubblico e la libertà di stampa. “TeleMeloni non esiste – ribadisce Ciannamea – in tutte le dichiarazioni dei vertici Rai e in tutte le interviste si conferma un non esistere. Rai è inclusiva, aperta a tutti e lo si vede nell’offerta editoriale, nei programmi approfondimento che realizza e gli spazi che dà a tutti”. “Non esiste nulla di tutto questo. Ognuno ovviamente ha la libertà di esprimere il proprio pensiero, è legittimo, ma noi difendiamo la pluralità di espressioni e la libertà di stampa”, conclude Ciannamea.

‘Associazione Rai Bene Comune -Indignerai

L’Associazione Rai Bene Comune -Indignerai, in merito alla convocazione di un sit-in presso la Rai di viale Mazzini, “pur riconoscendosi in alcunedelle istanze che verranno manifestate, ha scelto di non aderirecon la propria presenza a tale evento poiché ritienel’iniziativa inadatta a conseguire realmente gli obiettivi didifesa del Servizio pubblico e dell’informazione Rai”. “Bisogna prendere atto che purtroppo la Rai in 70 anni èdiventata il giocattolo della politica – sottolinea ancora lanota -. Il 7 febbraio è un giorno speciale perché in viale Mazzini saranno radunati i partiti che usano e hanno usato laRai come un loro personale strumento per esercitare potere. Damolto tempo i partiti del governo di turno fanno i propri giochie affari tirando i fili dell’informazione e collocando in Rai,in posizioni strategiche, gli amici e i fiduciari, mentre fuoridal palazzo le opposizioni del momento, in attesa di tornare algoverno per fare le stesse cose, gridano allo scandalosostenendo di difendere il Servizio pubblico e la libertà diinformazione. Purtroppo anche alcuni dei partiti che in vialeMazzini il 7 febbraio non ci saranno hanno partecipato inpassato a questo deprecabile gioco di lotta di potere”. Rai Bene Comune Indignerai, Associazione composta dacittadini e dipendenti Rai, “contrasta per statuto questosquallido gioco al massacro del Servizio pubblico. La Rai e ilServizio pubblico sono cose serie e non appartengo a nessuno diquesti “giocatori”. Da cittadini rivendichiamo il caratterecollettivo del Servizio pubblico e la necessità di un’urgente eradicale riforma dei meccanismi di governance della Rai”. “Sappiamo per certo – prosegue la nota – che le proposte diriforma scritte dai soli partiti di minoranza sono solo vanapropaganda perché non hanno nessuna possibilità di essereapprovate. Come del resto le riforme della Rai approvate daipartiti di maggioranza hanno dimostrato, senza ombra di dubbio,di asservire il Servizio pubblico agli interessi del governo incarica. La Costituzione Italiana ci insegna che una leggespeciale e duratura può essere scritta quando tutto l’arcocostituzionale prende atto che l’interesse dei cittadini deveessere preminente rispetto agli interessi dei singoli partiti.Per questo chiediamo alle forze politiche tutte un improrogabileatto di responsabilità, iniziando a costruire, attraverso unalegge di riforma condivisa, un servizio pubblico plurale edefficiente, per porlo al servizio del paese che, mai come ora,ha bisogno di strumenti eccezionali per tornare a crescere”. “Esprimiamo piena solidarietà – sottolinea ancora la nota -per tutte quelle associazioni appartenenti alla società civileche saranno presenti in piazza per esprimere il loro motivatodissenso”

Di Pietro, ‘momento da cogliere per riformare la Rai’

“Nella settimana del festival diSanremo, nel momento di massima esposizione mediatica della Rai,anche la politica ha deciso di accendere i suoi riflettori sullanostra azienda.Il sit-in lanciato dal Pd del 7 febbraio, le iniziative diUsigrai e Unirai, le proposte di riforma che giacciono inparlamento, le critiche sulla governance fatte da Ebu per ilmancato rispetto del Media Freedom Act, l’appellodell’associazione Rai Bene Comune Indignerai al confronto delleforze politiche, la recente sottoscrizione del contratto diservizio, del piano industriale sono tutti eventi che stanno adindicare un enorme fermento che riguarda il servizio pubblicoradiotelevisivo”. Lo sottolinea il consigliere Rai, eletto daidipendenti, Davide Di Pietro. “Anche se molti guardano con apprensione alle opposteistanze, perché ciascuno vorrebbe una Rai cucita su misura suipropri punti di vista, io credo che questo sia invece un momentostorico da cogliere – prosegue -. Un’occasione irripetibile,perché senza ombra di dubbio tutte le diverse istanze partono daun punto oggettivamente comune: la Rai ha necessità di essereprofondamente riformata nella sua governance per essere capacedi garantire la sua mission di servizio pubblico. C’è uninteresse però che dovrebbe sovrastare e aggregare tutte lediverse visioni di parte, l’interesse dei cittadini e dellasocietà civile che per definizione è la naturale fruitrice delservizio pubblico. Per questo credo che attorno alleassociazioni che rappresentano la società civile, più che daipartiti, dovrebbe partire la richiesta di un tavolo di confrontoper aggregare e confrontare le aspettative delle forze in campo.Certamente questo richiederebbe un enorme sforzo da parte ditutti che per quanto grande non sarebbe impossibile darealizzare. Mi adopererò per lavorare in questa direzione dentroe fuori l’azienda affinché questo momento e questa sentitanecessità non vadano sprecati”.