Pandora dice addio ad argento e oro estratti da miniere

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Pandora, la più grande azienda del settore gioielli al mondo per quantità di prodotti venduti, ha smesso di utilizzare argento e oro estratti dalle miniere.
Da dicembre 2023, ha annunciato, produce esclusivamente con metalli preziosi riciclati, che richiedono meno energia.

L’azienda danese acquista ogni anno circa 340 tonnellate di argento e una tonnellata di oro. La sua catena di approvvigionamento ha generato 264.224 tonnellate di CO2 nel 2022, secondo il suo rapporto annuale, e utilizzare metalli riciclati anziché estratti riduce le emissioni indirette di CO2 di Pandora di circa 58.000 tonnellate all’anno. L’operazione costa 10 milioni di dollari l’anno, che Pandora dichiara di voler assorbire anziché trasferire ai consumatori attraverso aumenti di prezzo.

I numeri

Nel 2022 (ultimi dati disponibili) Pandora ha venduto 103 milioni di gioielli, prodotti in due stabilimenti situati in Thailandia; un terzo sta nascendo in Vietnam. Ovviamente rifornirsi di oro e argento riciclato presenta qualche rischio, ed è difficile provare l’origine dei metalli una volta fusi. Per ridurre questi rischi Pandora utilizza una speciale procedura definita dal Responsible Jewellery Council; le fonti di approvvigionamento più diffuse per l’argento sono i catalizzatori industriali, i macchinari per raggi X e la vecchia argenteria. Per l’oro, invece, si ricorre oltre che ai vecchi gioielli anche agli scarti industriali della loro lavorazione.