Elon Musk (Foto LaPreesse)

X, nuovo braccio di ferro tra Musk e la Sec

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Elon Musk dovrà testimoniare nell’indagine della Sec sulla sua acquisizione di Twitter nel 2022. Lo ha stabilito il giudice Laurel Beeler concedendo al miliardario una settimana di tempo per accordarsi sulla data e il luogo della sua testimonianza.

Gli incontri precedenti e l’assenza a settembre

Dopo aver testimoniato in due occasioni davanti alla Sec nel luglio del 2022, la consob americana aveva chiesto di sentire ancora una volta il miliardario in settembre. Le parti avevano raggiunto un’intesa sulle data, poi posticipata di un giorno. All’incontro però alla fine Musk non si è mai presentato.
La Sec gli ha così fatto causa in ottobre per costringerlo a testimoniare nell’inchiesta sull’a sua acquisizione’operazione da 44 miliardi di dollari per la piattaforma social.
Con l’indagine la Sec punta ad accertare se Musk ha rispettato la legge quando ha deposito la documentazione per i suoi acquisti di titoli dell’allora Twitter e se le sue dichiarazioni in merito erano fuorvianti.

I precedenti tra Sec e Musk

Il nuovo braccio di ferro a distanza fra Musk e la consob americana riaccende lo scontro iniziato nel 2018 con l’ormai famoso tweet dell’imprenditore sui fondi disponibili per un delisting di Tesla.
Per patteggiare il caso Musk si era detto d’accordo a far controllare tutti i suoi cinguettii su Tesla da un avvocato. Nel 2019 la Sec gli aveva però fatto di nuovo causa per aver infranto l’accordo. Musk ha chiesto alla Corte Suprema di esaminare la sua intesa con la Sec che, secondo lui, viola il suo diritto costituzionale alla libertà di parola.

La consob americana non è comunque l’unica agenzia governative che ha avuto un contenzioso con Musk. Lo scorso novembre il miliardario ha definito il controllo della gestione dei dati privati degli utenti da parte della Federal Trade Commissione un esempio di come usare come un’arma un’agenzia del governo per “motivi politici e sopprimere la verità”.