Via libera alla “legge bavaglio”. Fnsi: si smonta l’articolo 21, intervenga Mattarella

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Approvata la legge di delegazione Ue che contiene il divieto di pubblicazione delle ordinanze di custodia cautelare. Appello Fnsi al presidente della Repubblica: “non firmi norme che possono rappresentare un attacco al diritto di essere informati”

Con 93 voti favorevoli, 29 contrari e 25 astenuti l’aula del Senato ha approvato la legge delega al governo per il recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione europea.
Il provvedimento, nato su iniziativa del ministro per gli Affari Ue, Fitto, approvato dalla Camera lo scorso 20 dicembre, è formato da 19 articoli, e fa riferimento a 10 direttive e 7 regolamenti Ue, che spaziano dalla cybersicurezza alla presunzione di innocenza, dalla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un’esposizione ad agenti cancerogeni fino alla parità di retribuzione tra i generi, passando per la lotta contro i gas serra e il salario minimo.
Nel testo anche la norma che introduce il divieto di pubblicazione, nè integralmente né per stralci, delle ordinanze di custodia cautelare, finita al centro di polemiche e ribattezzata dalle opposizioni “legge bavaglio”. La convinzione è che metterebbe a rischio la libertà di stampa.
A difenderla è invece Azione, che ne vanta la paternità, essendo il frutto di un emendamento riformulato alla Camera dal calendiano Enrico Costa in chiave più esplicita e restrittiva.

Costante (Fnsi): Mattarella intervenga

Sul via libera è intervenuta la segretaria generale della Fnsi, Alessandra Costante. “La legge di delegazione europea contiene, come immaginavamo, la norma Costa che, dietro un velo di finto garantismo, farà calare il silenzio sul diritto dei cittadini ad essere pienamente informati”.
“Pezzo dopo pezzo, questa politica sta smontando l’articolo 21 della Costituzione e la possibilità per i cittadini di avere coscienza e di formarsi una propria opinione”, ha commentato.
“Il fatto che la gente possa avere un’opinione propria e indipendente pare essere la cosa che preoccupa di più i garantisti di facciata. L’Europa chiede tante cose all’Italia: chiede misure contro le querele bavaglio, una governance Rai indipendente, retribuzioni adeguate per i giornalisti, eppure di tutte queste cose non c’è traccia nelle battaglie garantiste di politici che difendono il potere”, ha continuato.
“Pur comprendendo tutte le difficoltà del caso, la Federazione nazionale della Stampa italiana rinnova l’appello al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a non firmare norme che possono rappresentare un attacco al diritto di essere informati”. “Il discrimine, ha chiosato Costante, non è tra dare o meno una notizia, ma è tra scrivere una notizia documentata oppure scriverla senza potersi appoggiare sulle parole di un giudice che quando motiva una sua decisione sceglie termini precisi e rigorosi. Difficili da parafrasare e sintetizzare”.

Odg: segnale preoccupante

“L’approvazione definitiva dell’emendamento Costa è un segnale preoccupante per la libera informazione e il diritto dei cittadini ad essere correttamente informati”. A sostenerlo il Comitato Esecutivo dell’Ordine nazionale dei giornalisti in una nota.
“I cronisti non potranno più citare anche semplici estratti delle ordinanze di custodia cautelare, ma solo elaborare sintesi. Questa ulteriore restrizione segue le norme che, in nome del giusto principio di presunzione di innocenza, stanno limitando fortemente la divulgazione di notizie riguardanti l’attività della magistratura”.
“Ricordiamo che la stessa Direttiva europea (la 343/2016) sulla presunzione di innocenza richiama più volte la necessità di salvaguardare la libertà di stampa e di media in nome dell’interesse pubblico, mentre le norme approvate tendono a colpire solo i giornalisti”, si legge in conclusione nel testo.