Pietro Labriola (foto LaPresse)

Tim, Labriola: su Rete accordo vincolante, closing in estate. Osserviamo il risiko nel mercato tlc

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Nel 2023 per la telco risultati in linea o superiori alle stime, ricorda l’ad, tranquillo per le tempistiche di chiusura con Kkr. E sul consolidamento del mercato ammette: Tim “osserva”

Dopo l’approvazione da parte del Cda del bilancio 2023, che ha visto Tim centrare le stime, incontro con gli analisti per Pietro Labriola, ad del gruppo tlc. Sullo sfondo, oltre al commento dei dati, i progressi nell’operazione che coinvolge Kkr per lo scorporo della rete.

Dopo 22 mesi ricavi da servizi in crescita

La call di oggi “segna un punto di svolta nella storia del gruppo: è l’ultima call su Tim unica azienda integrata, come siamo abituati a conoscerla”, ha esordito il manager.
Per la prima volta da 22 trimestri i ricavi da servizi di Tim in Italia sono tornati a crescere. “Le attività italiane si stanno muovendo verso una crescita strutturale e Serviceco domestic è ben posizionata per confermare questa tendenza”, ha spiegato.
Labriola ha ricordato alla comunità finanziaria che “per la prima volta dal 2010 e per 2 anni consecutivi i risultati sono stati in linea o superiori alle stime: non molti ci avrebbero scommesso”.
Tra i numeri, l’ad ha segnalato che il gruppo ha chiuso il 2023 confermando “la traiettoria di crescita dell’Italia con una crescita dell’Ebitda per tre trimestri consecutivi”. “Abbiamo conseguito una piena disciplina dei costi, incoraggiandoci a spingerci oltre” e infine il piano di separazione “è in linea”.
“Siamo orgogliosi di ciò che abbiamo ottenuto ma non c’è mai un momento di noia: tra tre settimane ci ritroveremo per parlare del futuro di Tim”, ha aggiunto. Il riferimento l’appuntamento per il nuovo piano industriale 2024-2026 che sarà presentato il 7 marzo, al Capital Market Day.

Labriola: tranquilli sulle tempistiche per Netco

Venendo a parlare del futuro della Rete, Labriola ha ribadito che su Netco c’è tranquillità sul fronte delle tempistiche. L’operazione Netco si chiuderà, ha detto categorico: “il contratto con Kkr è vincolante; appena l’Antitrust darà il via libera procederemo al closing. Devono verificare che non ci sia concentrazione e Kkr è neutrale per sua natura”. Il contratto “verrà chiuso, è previsto dalle clausole. E mi aspetto tra giugno e luglio” ha ribadito.

In merito alla richiesta fatta da Kkr all’Antitrust “è correlata alla concentrazione, nel nostro caso stiamo parlando dell’opposto, stiamo seguendo le indicazioni dell’Unione Europea che ha chiesto un player puro wholesale”, ha aggiunto anche. Sul coinvestimento “ho chiesto all’autorità nazionale un adeguamento con la ripresa dell’inflazione, non è una problematica antitrust, è per un motivo di carattere economico che è impossibile lavorare con quel modello”.

ServiceCo non sarà una bad company

Dopo lo scorporo, la Serviceco di Tim “non sarà una bad company ma sarà capace di competere sul mercato in modo sano, dal punto di vista finanziario e strategico” ha ribadito ancora.

Tim “osserva” il risiko

Interpellato su un eventuale coinvolgimento di Tim in qualche operazione di consolidamento del mercato delle tlc in Italia, Labriola ha spiegato che il gruppo, pur concentrato sull’operazione Netco, sta osservando lo scacchiere e potrebbe entrare attivamente nel risiko dopo l’estate.
“Prima di tutto dobbiamo chiudere il nostro deal”, ha specificato riferendosi alla Rete, “ma osserviamo per essere pronti”. “In futuro potremo far parte della partita, avremo vantaggi sia a stare alla finestra che a partecipare attivamente. La soluzione migliore per sistemare il mercato – la sua risposta a una domanda diretta – è la fusione di Vodafone con Iliad”. “Noi dobbiamo essere pronti per dopo l’estate capire come agire”, ha chiosato.

Niente cedola fino alla chiusura dell’operazione Netco

Per Tim non ci sarà dividendo neppure nel 2024, sul bilancio 2023. “Cominceremo a considerare la cosa quando sarà chiuso il deal” su Netco con Kkr, ha risposto il direttore finanziario Adrian Calaza rispondendo a una domanda degli analisti. “Vedremo un effetto chiaro quando daremo i risultati di bilancio fra un paio di settimane e ci sarà l’effetto dei dividendi ricevuti in Italia dal Brasile”, ha aggiunto facendo riferimento anche all’eventuale distribuzione dell’utile agli azionisti di risparmio.