OpenAi, l’ufficio brevetti Usa respinge la registrazione di ‘Gpt’

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Niente esclusiva per la società creatrice di ChatGpt. Il motivo? Non soffocare la concorrenza

Il valore di OpenAi è triplicato in 3 anni, al punto che è da considerare una delle start-up tecnologiche di maggior valore al mondo, dietro ByteDance e SpaceX.
Ma la società guidata da Sam Altam non ha solo motivi per festeggiare. Secondo quanto ha segnalato il sito specializzato Gizmodo, OpenAi si è vista rifiutare dall’ufficio brevetti degli Stati Uniti (Uspto) la domanda per registrare l’acronimo ‘Gpt’ (Generative Pre-trained Transformer), cercando di impedire ad altre società di utilizzarlo.

Secondo no

Da quando ha debuttato il suo chatbot ChatGpt nel novembre 2022, facendo di fatto esplodere la corsa all’intelligenza artificiale, è la seconda volta che OpenAi si vede respinta òa richiesta.
“Il termine ‘Gpt’ è comunemente usato in relazione al software che presenta una tecnologia di domanda e risposta con l’AI”, ha scritto l’Uspto aggiungendo – sintetizza Ansa – che ha respinto la domanda per non soffocare la concorrenza nel settore in favore di un marchio popolare e già ricco.
“Le aziende e i concorrenti devono essere liberi di utilizzare un linguaggio descrittivo quando parlano dei propri beni e servizi nei materiali pubblicitari e di marketing”, ha aggiunto l’Ufficio brevetti.
Ora la palla torna a OpenAi che può presentare un ricorso.