Fiumi in secca (Foto Ansa)

Censis-Confcooperative: i disastri ambientali stanno affossando l’agricoltura

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Lo studio: proprio l’agricoltura il settore più colpito dal cambiamento climatico. Bruciati 210 miliardi, più dei fondi del PNRR

Dopo tanti che in queste settimane hanno detto che l’agricoltura va male per colpa dell’Europa che cerca di combattere il cambiamento climatico, arriva qualcuno che dimostra – numeri alla mano – che se l’agricoltura va male (insieme al resto dell’economia del Belpaese) è proprio perché non si fa abbastanza per combattere il cambiamento climatico. “La cura del territorio non è un costo, ma un investimento sul sistema paese”, ha affermato Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative, commentando i dati che emergono dal Focus CensisConfcooperative “Disastri e climate change, conto salato per l’Italia”. Uno studio che documenta che è addirittura di 210 miliardi di euro il conto che disastri naturali e cambiamenti climatici hanno presentato al nostro Paese. Si tratta di un onere  pesantissimo, pari all’intero importo del Pnrr e a qualche manovra finanziaria. 

Secondo la ricerca soltanto nel periodo 2017-2022 i danni provocati dalla crisi climatica ammontano a 42,8 miliardi. Soltanto nel 2022 ci sono costati una somma pari allo 0,9 per cento del Pil, ovvero la bellezza di 17 miliardi. Dall’analisi emerge che ben una piccola e media e impresa su quattro è minacciata, “perché – spiega Gardini – localizzate in Comuni a rischio frane e alluvioni, e presentano una probabilità di fallire del 4,8% più alta di quella delle altre imprese una volta che si sia verificato l’evento avverso”. 

A ben vedere, come detto, è proprio l’agricoltura è il settore più colpito: solo nel 2022 si sono persi circa 900 milioni, con un calo della produzione dell’1,5 per cento rispetto al 2021. Buona parte del risultato negativo è da imputare alla diffusa siccità e alla carenza di precipitazioni, tanto che il 2022 è considerato l’anno più caldo di sempre. Quasi tutte le tipologie di coltivazioni hanno subito un duro contraccolpo: la produzione di legumi (-17,5%), l’olio di oliva (-14,6%), i cereali (-13,2%). In flessione anche ortaggi (-3,2%), piante industriali (-1,4%) e vino (-0,8%). Il comparto zootecnico ha subito una riduzione della produzione pari allo 0,6%. 

Infine, secondo lo studio negli ultimi 40 anni un terzo del valore dei danni provocati da eventi estremi nella Ue ha riguardato proprio il nostro Paese. Parliamo di 111 miliardi di euro in tutto, così suddivisi: 57,1 miliardi di euro per alluvioni, 30,6 miliardi per ondate di calore, 15,2 miliardi di euro per le precipitazioni, 8,2 miliardi per siccità, incendi boschivi e ondate di freddo.