Pietro Labriola (foto LaPresse)

Tim, Labriola ai manager: messo tasselli per rilancio. ServCo e Netco saranno leader

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Incontrando i manager del gruppo, l’ad della telco ha fatto un bilancio sulle attività. Con “Kkr operazione rilevanza unica”, ha detto. “Superato il fardello debito”

Tim ha chiuso il 2023 superando tutte le stime ma le sfide continuano per il gruppo. Ecco perchè, l’ad Pietro Labriola incontrando mille manager ha invitato a guardare avanti con impegno: è vero che il gruppo “sta ottenendo grandi risultati” ma bisogna restare “concentrati”.

Credibilità aziendale

L’obiettivo principale è quello di “costruire la credibilità, renderla sempre più solida realizzando costantemente ciò che promettiamo di raggiungere, esattamente come abbiamo fatto in questi due anni”, ha detto Labriola, senza dimenticare di dire un “bravi tutti quanti voi, per quello che avete fatto e per quello che state continuando a fare”.
L’ad di Tim ha sottolineato che l’azienda “vive in un settore complesso”, ma si distingue “dagli altri per capacità di portare numeri e risultati”. Il manager ha evidenziato come “non solo” il gruppo stia “per concludere con Kkr un’operazione di rilevanza unica, che cambierà il volto dell’azienda”, ma sono stati messi “dei tasselli fondamentali nel rilancio del business e grazie al superamento del fardello del debito ci stiamo riservando delle opzionalità strategiche per il futuro”.
Futuro che passa anche dalla separazione della rete.

Il futuro di ServCo e NetCo

“È vero che ci separeremo e diventeremo due aziende ma saranno entrambe aziende leader nel loro settore”, ha detto Labriola fiducioso. “ServCo sarà il principale operatore e il più infrastrutturato”, mentre “Netco sarà il punto di riferimento per il mercato wholesale della fibra”.

L’amministratore delegato di Tim ha parlato anche dei bandi del Pnrr per cui “siamo l’unica azienda ad aver partecipato a tutte le gare e in alcuni casi stiamo addirittura superando i target previsti, grazie al grande lavoro dei colleghi di rete”.
“Tutto questo lo abbiamo portato avanti mentre mettevamo a terra con Kkr, ha ricordato, un’operazione da 20 miliardi, il terzo deal più grande di sempre in Italia e il quinto in Europa negli ultimi 5 anni”.

Ma di fronte ci sono “ancora delle sfide importanti, quelle comuni a chi sta dentro questo settore. C’è bisogno di interventi anche normativi di riequilibrio che portino tutto il comparto a svilupparsi per poter essere l’ossatura digitale che serve all’Italia e all’Europa”, ha concluso.