Tlc, l’Ue apre a nuove norme e al contributo dalle Big Tech per le infrastrutture

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La “frammentazione pesa sugli operatori”, sostiene Bruxelles guardando al 5G e al consolidameno del mercato

La Commissione Ue apre all’allentamento delle regole sulle fusioni nelle settore delle tlc per sviluppare il 5G e consolidare il mercato transfrontaliero, ed è pronta a valutare l’ipotesi di obbligare le Big Tech a pagare un ‘fair share’, contributo equo, per l’utilizzo delle infrastrutture in Europa.
E’ quanto emerge dal White Paper sulla connettività, senza grandi variazioni rispetto alla bozza anticipata.

Le reti del futuro

Sulle fusioni, Bruxelles osserva che “la frammentazione del mercato Ue lungo i confini nazionali incide sulla capacità degli operatori di raggiungere la dimensione necessaria per investire nelle reti del futuro”.
L’Ue, ha evidenziato in conferenza stampa la vicepresidente dell’esecutivo comunitario, Margrethe Vestager, deve “fare di più per aumentare la capacità” degli operatori e del mercato delle tlc e per questo ha bisogno di “maggiori investimenti”.
Il comparto, ha ammonito la responsabile Ue, “soffre della frammentazione e della mancanza di un mercato unico” e “questa frammentazione è una opportunità economica mancata”.

Bruxelles sottolinea dunque la necessità di far “emergere un vero mercato unico per le tlc”, così che “anche i veri attori paneuropei emergeranno più forti e raccoglieranno i benefici su vasta scala”.

Il ruolo delle big tech

Per quanto riguarda la richiesta dei grandi operatori delle tlc europei di obbligare le Big Tech a contribuire all’utilizzo e allo sviluppo delle infrastrutture nei Ventisette, l’esecutivo Ue, si legge nel White Paper, “potrebbe prendere in considerazione l’ampliamento” della portata delle attuali norme sulle tlc “per garantire condizioni di parità per tutti gli attori e gli utenti finali delle reti digitali”.
“Data la probabile portata globale e l’impatto degli sviluppi tecnologici e di eventuali modifiche normative”, viene precisato, “una riforma dell’attuale quadro” dovrà “essere adeguatamente valutata in termini di impatto economico su tutti gli attori e discussa ampiamente con tutte le parti interessate”.