Esports, M5S presenta la prima risoluzione per l’inquadramento professionale dei gamer

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Il Movimento 5 Stelle presenta la prima risoluzione per la regolamentazione degli esports. Mercoledì 21 febbraio, gli onorevoli pentastellati membri delle Commissioni Lavoro e Cultura della Camera dei Deputati Antonio Caso e Valentina Barzotti, hanno raccolto le proposte contenute nel rapporto redatto dall’Osservatorio Italiano Esports (Oies) – già presentato alla Camera a ottobre 2023 – circa la promozione del settore e l’inquadramento professionale dei videogiocatori. Dunque contributi, salario minimo, benefit e altro.

Una risoluzione con la quale i 5 Stelle si propongono di integrare l’ampio spettro delle soluzioni per la disoccupazione giovanile con le opportunità di lavoro date dagli sport digitali. Il primo passo era già stato fatto a maggio dello scorso anno, quando Oies e M5S avevano aperto le porte della Camera a imprenditori e stakeholder del settore per introdurre le criticità normative e finanziarie che impediscono di raggiungere i modelli di regolamentazione spagnolo, francese e britannico.

La risoluzione presentata da M5S

“Gli e-sports poi rappresentano uno dei mercati con il più alto tasso di crescita al mondo. Secondo l’ultimo rapporto Global E&M Outlook 2022-2026 di Pwc – si legge nel documento – il fatturato mondiale della componente gaming ed e-sports ha raggiunto 215,6 miliardi di dollari nel 2021 e si prevede che crescerà dell’8,5 per cento nel 2026 raggiungendo i 323,5 miliardi di dollari. Il gaming è la terza categoria di contenuti di Entertainment & Media che consuma più dati, dopo i video e le comunicazioni. In Italia, secondo le ultime rilevazioni del 2022, il mercato degli e-sports vale 47 milioni di euro e coinvolge 6 milioni di appassionati dei quali il 45 per cento sono donne”.

E ancora: “Il settore e-sports italiano, sebbene in forte crescita, sconta tuttavia la mancanza di una regolamentazione normativa dal momento che non esiste una definizione normativa di e-sports, né tanto meno dell’attività di giocatore videoludico. Tale situazione limita quindi l’espansione di un settore in piena ascesa e crescita economica, creando un freno allo sviluppo del settore. In altri Paesi europei (Francia in primis) e nel mondo (Usa e Corea del Sud), invece, esistono già norme che inquadrano e regolamentano l’attività di player e organizzazioni di questo settore. Negli Stati Uniti la figura del gamer è stata riconosciuta come figura di atleta sportivo professionista e tra i gamer è sorto un sindacato al fine di garantire stipendi minimi, assicurazioni sanitarie e contributi pensionistici”.

Questi invece gli interventi normativi richiesti:

a) Fornire una regolamentazione adeguata agli e-sports, adottando regole chiare sui montepremi delle competizioni, schemi di contratto e forme di inquadramento contrattuale e fiscale dedicati ai player professionisti, ai professionisti degli e-sports e alle altre figure professionali coinvolte;

b) Individuare piani di fine carriera per i player professionisti e per il loro conseguente inserimento nel mercato del lavoro;

c) Favorire il riconoscimento della professione di cosplayer nel mondo dell’arte e dello spettacolo al fine di garantire condizioni di lavoro adeguate e le relative tutele, nonché un’equa compensazione;

d) Promuovere, anche con iniziative nel contesto scolastico, una maggiore inclusione della community femminile, abbattendo fenomeni negativi come bullismo online, gender swap, discriminazioni, favorendo altresì la nascita di tornei misti;

e) Diffondere l’educazione al gaming in ambito scolastico e familiare, abbattendo gli stereotipi negativi attraverso programmi che utilizzino il gaming come attività formativa e di sviluppo delle abilità cognitive dei ragazzi anche eventualmente includendo il cosiddetto gaming nel curriculum scolastico, favorendo così la collaborazione con scuole e università attraverso tornei e squadre e-sports;

f) Creare infrastrutture che possano ospitare competizioni e centri di riferimento per gli e-sports anche riconoscendo una lega e-sports nazionale che possa facilitare l’accesso a questo mercato e favorire la collaborazione tra operatori, federazioni e operatori pubblici e private;

g) Prevedere misure fiscali che possano supportare lo sviluppo del settore come l’estensione del tax credit agli operatori e-sports e gaming, garantire un corretto inquadramento contrattuale sul piano lavorativo e definire salari minimi per i player e chi opera nel settore, sviluppare indicatori di performance da inserire nella rendicontazione sociale delle aziende del mercato;

h) Riconoscere i videogiochi come forma d’arte e istituire una game commission che possa promuovere finanziamenti volti alla valorizzazione del patrimonio culturale italiano attraverso il gaming.