Da Mattarella monito al linguaggio in politica: insulti e volgarità mortificano il confronto

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Una comunicazione con “intervento privi di contenuti, ma colmi di aggressività verbale” danneggia anche il clima elettorale, sostiene il capo dello Stato

La violenza, verbale e non sono, va a miniare e il confronto politico. E’ in sintesi il monito del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, prendendo come spunto quanto accaduto al corteo in commemorazione del militante di sinistra Valerio Verbano, a Roma, nel quartiere Montesacro, con il rogo di un manichino raffigurante Giorgia Meloni.

“Si assiste a una intollerabile serie di manifestazioni di violenza: insulti, volgarità di linguaggio, interventi privi di contenuto ma colmi di aggressività verbale, perfino effigi bruciate o vilipese, più volte della stessa Presidente del Consiglio, alla quale va espressa piena solidarietà”, ha detto Mattarella parlando con un gruppo di studenti al Quirinale. “Il confronto politico, la contrapposizione delle idee e delle proposte, la competizione, anche elettorale, ne risultano mortificate e distorte”.

“Ne viene travolta la dignità della politica che scompare, soppiantata da manifestazioni che ne rappresentano la negazione”, ha aggiunto. “Mi auguro che la politica riaffermi sempre e al più presto la sua autenticità, nelle sue forme migliori”, ha concluso.