Fedez (Foto Ansa)

Fedez (marito della super influencer Ferragni) critica i social e l’effetto sui giovani: cavie

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Servirebbero studi su effetti delle piattaforme, dice all’incontro ‘La salute mentale è un diritto dei giovani’

“Ho idea che questa generazione sia servita un po’ da cavia rispetto a tanti strumenti, mezzi, piattaforme, media. Ad affermarlo Fedez, incontrando al Circolo dei Lettori di Torino 370 studenti del liceo Passoni per parlare di salute mentale organizzato da Acmos.

Al centro del gossip da giorni per la notizia della presunta separazione dalla moglie Chiara Ferragni, Fedez ha guardato in particolare ai social media. Strumento di cui lui stesso fa largo uso, al quale deve in parte anche la sua fama. “Andrebbero studiati così come le ripercussioni psicologiche, psichiatriche, sociali e culturali che stanno avendo in molti Paesi perché siamo un po’ cavie di queste cose”, ha spiegato.
“Si può vivere una vita parallela, virtuale, migliore di quella reale”, ha aggiunto.
“Io ho sempre raccontato la mia vita non so se questo può aver dato fastidio a qualcuno, ho sempre raccontato il bello e il cattivo tempo e non credo che l’esegesi di quello che racconto attraverso i social sia che la fama, il successo e i soldi siano splendidi, anzi credo di essere testimone del fatto che denaro e fama, soprattutto denaro, risolvono un problema ma non tutti. So che sembra retorico ma è così”, ha detto ancora.

Fedez ha poi richiamato le parole dello storico Alessandro Barbero sui centri sociali secondo cui ‘sono una ricchezza’. “Sono completamente d’accordo, io vengo dai centri sociali e seppur fossero contesti anche violenti erano centri di aggregazione reale, in cui venivi a contatto con le persone. Venendo a mancare luoghi di aggregazione, il destino di questi ragazzi sarà stare davanti al telefono o davanti a uno schermo. Non è colpa dei ragazzi, il problema non sono loro o ma chi non offre alternative”.

La salute mentale

Affrontando più in dettaglio il tema della salute mentale, nel suo intervento ripreso da AdnKronos, Fedez ha sostenuto come nel nostro paese la questione non venga considerata, soprattutto da media e politica “perché non porta voti e non porta soldi”.
“La salute mentale e fisica devono andare di pari passo”, ha spiegato, dando spazio alla sua esperienza con la malattia e con l’uso del psicofarmaci. “Ho affrontato un tumore al pancreas molto raro e ho dovuto fare i conti con la morte nonostante io sia un privilegiato. In quel periodo ho avuto l’esperienza peggiore con gli psicofarmaci. Ne prendevo addirittura sette e il medico che me li dava non comprendeva che stavo male”.
L’invito ai più giovani è di curarsi dalla depressione, nel caso ne fossero colpiti. “Se vi prescrivono i farmaci non abbandonate la terapia”, come ha spiegato invece di avere fatto lui.
“Ho smesso di prendere tutti i farmaci di botto, senza scalarli. Fu terribile. Quando non scali, dalla mia esperienza, è come ti stessi disintossicando dall’eroina. Ho fatto dieci giorni a letto senza potermi alzare. Non distinguevo la realtà dai sogni. I sogni mi sembravano più reali della realtà. Esperienza orribile”.