Da Russia campagna ibrida contro Italia e Ue. Fake news e attacchi cyber tra le ‘armi’

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Lo segnala la relazione annuale dell’intelligence, individuando nelle elezioni europee uno dei prossimi temi sensibili. Anche dalla Cina azioni di questo genere

La Russia è l’attore più attivo in campagne ibride “in danno dell’Italia e dell’Occidente intero”. Lo sostiene la relazione annuale dell’intelligence presentata oggi.
Secondo il report sul 2023, spionaggio, attacchi cyber, disinformazione, sfruttamento in chiave destabilizzante dei flussi migratori compongono “l’arsenale” usato da Mosca.

Nel 2023, rileva l’intelligence, gli apparati di informazione legati al Cremlino hanno continuato a operare all’interno del dominio dell’informazione per minare la coesione europea e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni sia nazionali che dell’Unione Europea e dell’Alleanza Atlantica.
“Le narrazioni diffuse dalle campagne disinformative russe hanno riguardato, anche nel 2023, la colpevolizzazione della Nato e dei Paesi occidentali per la guerra in Ucraina, alla quale si aggiunge, come elemento di novità, quella per la guerra tra Israele e Hamas”.
Tra le varie iniziative, la Russisa secondo il report ha anche cercato di ostacolare le attività italiane ed europee di diversificazione energetica e di introduzione del price cap sul gas russo con propaganda “atta a inquinare l’informazione verso il grande pubblico circa l’andamento dei prezzi dell’energia”.

I temi sensibili

Più recentemente l’attenzione russa si è spostata sulla protesta dei trattori con “il tentativo di assecondare l’idea che derivasse dal sostegno dell’Italia all’Ucraina”, ha spiegato il sottosegretario Alfredo Mantovano. Ma per i prossimi mesi l’attenzione dell’intelligence guarderà alle elezioni europee di giugno, alla presidenza italiana del G7, all’uscita dalla Via della seta.

Anche la Cina è parte attiva

La minaccia ibrida è portata avanti anche dalla Cina, che usa alcuni elementi della diaspora cinese nell’Unione europea per “raccogliere informazioni di pregio; mettere in atto azioni di pressione economica; penetrare e interferire all’interno del mondo accademico e della ricerca; condurre operazioni cibernetiche ostili con maggiore efficacia; manipolare l’informazione per finalità di propaganda e per orientare, in modo favorevole alla Cina, l’opinione pubblica europea”.

Tenuta e rsilienza

Nel complesso, comunque, rassicura la relazione, “l’Italia e, più generalmente, i Paesi occidentali continuano a dimostrare un buon livello di resilienza sia rispetto al condizionamento dell’opinione pubblica, sia sul versante economico e della tutela degli asset strategici”.

“Dobbiamo darci strumenti per ricercare una reazione efficace alla disinformazione, tenendo conto dell’esigenza di non censurare, ma considerando anche che ci sono luoghi di attacco nella formazione delle nostre opinioni pubbliche”, ha commentato il presidente del Copasir, Lorenzo Guerini.

“Il compito dell’intelligence, ha spiegato invece il sottosegretario Alfredo Mantovano, non deve essere e mai sarà quello di controllare i contenuti e le idee pubblicate online”. “Ciò su cui i servizi si concentrano, ha punutalizzato, è la verifica della genuinità e tracciabilità delle informazioni in rete e soprattutto sulla veridicità dei profili social, le dinamiche di creazione di contenuti senza distorsioni da parte di attori che hanno obiettivi di destabilizzare i processi informativi e democratici”.