La redazione del quotidiano il Centro sfiducia il direttore Piero Anchino e fa sciopero

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 Oggi, mercoledì 28 febbraio, il quotidiano abruzzese il Centro e il sito web ilCentro.it hanno fatto sciopero per decisione del Comitato di redazione, su mandato dell’assemblea dei giornalisti.

La protesta, come dichiarato in un comunicato sindacale pubblicato nell’edizione del 27 e ripreso da Professionereporter, è scaturita dal “mancato rinnovo di due contratti a termine (di cui uno utilizzato in sostituzione di una figura a tempo indeterminato) scaduti alla fine di gennaio”.

I giornalisti lamentano anche “disposizioni a dir poco discutibili che arrivano dalla Direzione con cui si è ormai spezzato il rapporto di fiducia”. Il documento sindacale ricorda che il voto di sfiducia al Direttore Piero Anchino è stato unanime il primo febbraio scorso.

I mancati rinnovi “hanno impoverito ulteriormente l’organico dei giornalisti del principale organo d’informazione abruzzese. Il tutto – scrive il Cdr nel documento sindacale – nel bel mezzo di una campagna elettorale per il rinnovo del consiglio regionale che si concluderà con il voto del prossimo 10 marzo. Nel momento di massimo sforzo per garantire un’informazione il più possibile plurale, corretta e completa, si è scelto di ridimensionare ancora una volta una redazione già in sofferenza da anni, a causa dei continui tagli di redattori e collaboratori”.

“Sono tante e tali le criticità e le problematiche, segnalate sempre in maniera costruttiva e con spirito di collaborazione, che urgono risposte in tempi brevi, indispensabili per far sì che il Centro ed ilCentro.it restino leader in Abruzzo. Nel tempo il rapporto redazione-direttore si è logorato, la frattura è diventata insanabile e irrecuperabile a tal punto da compromettere irrimediabilmente anche i principi della compatibilità ambientale”. Anchino è diventato Direttore dopo la cessione del quotidiano dal Gruppo Gedi a una cordata di imprenditori abruzzesi.

In solidarietà con i giornalisti in sciopero si sono schierati il Sindacato Giornalisti Abruzzesi e la Federazione nazionale della Stampa italiana.