L'Impianto di biogas di Ostra

Gruppo Astea, biometano dai rifiuti organici ad Ostra (Ancona)

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Buone notizie per l’ambiente, ma anche per l’economia locale. Dopo dieci anni di iter burocratico diventa operativo l’impianto di En Ergon che è in grado di trasformare fino a 32.500 tonnellate annue di rifiuti organici in 3 milioni di metricubi di metano che viene immesso nella rete di trasporto nazionale e destinato all’autotrazione. Dal sito di Ostra, in provincia di Ancona) si producono, oltre al biometano, fino a 7mila tonnellate all’anno di compost e 2mila t/a di fertilizzante azotato.  L’investimento complessivo è stato di circa 30 milioni di euro. En Ergon è una società controllata dal gruppo Astea.

“Quello di Ostra, oltre a costituire un modello virtuoso e all’avanguardia, in grado di rispondere agli stringenti bisogni delle nostre comunità locali, rappresenta un successo per l’economia circolare, dove il rifiuto prodotto in un’area genera energia verde per la stessa area che aveva prodotto il rifiuto. Un microcosmo locale perfettamente riproducibile in ampia scala in cui gli ecosistemi urbani e l’agricoltura del futuro prefigurano una società ed un’economia che da carbon-emitting; diventa “carbon-absorbing” – ha dichiarato Massimiliano Riderelli Belli, direttore generale Astea SPA e Amministratore della società En Ergon, aggiungendo: “senza contare le multiformi ricadute sociali ed occupazionali in grado di creare nuovi posti di lavoro”. La scommessa del biometano è ancora tutta da vincere perché gli iter della burocrazia sono lunghi. “Anche per quello di Ostra si è “nella norma” con una procedura che è durata almeno otto anni – ha concluso il direttore Belli – dove la parte minore è riservata alla costruzione ed i tre quarti del tempo per progettazione e iter burocratico. Decisamente troppo tempo per una transizione ecologica che non può aspettare”.

Il fatturato complessivo del Gruppo Astea nel 2022 è stato superiore ai 51 milioni di euro, a fronte di 14 milioni di investimenti nei diversi settori in cui opera. Soltanto nella provincia di Ancona la frazione dei rifiuti organici ammonta a circa 50.000 tonnellate annue. Attualmente sono smaltite fuori Regione tra l’Emilia ed il Veneto con costi e impatto ambientale che sono contabilizzati in 622 tonnellate di CO2 che si ridurranno a 74 considerando la diminuzione dei trasporti da parte dei vettori.