Davide Vecchi e Tommaso Cerno

Davide Vecchi lascia la direzione de ‘Il Tempo’, alla guida arriva Tommaso Cerno

Condividi

“Questo è l’ultimo numero de Il Tempo che firmo come direttore responsabile. Dopo due anni esatti lascio Piazza Colonna. Ventiquattro mesi in cui molto è stato fatto. Questo giornale è una comunità, con valori e principi saldi nella tradizione e nella storia del nostro Paese, della nostra Patria. Siamo semplicemente fedeli a determinati principi per noi insindacabili”.

Inizia così l’editoriale di addio del direttore Davide Vecchi, pubblicato oggi sul sito del quotidiano Il Tempo edito dall’imprenditore Antonio Angelucci (che controlla anche il Giornale e Libero). Editoriale che riportiamo integralmente qui di sotto, nel quale Vecchi annuncia chi sarà il suo successore, Tommaso Cerno.

Friulano, 49 anni, già direttore del settimanale L’Espresso e del Messaggero Veneto e condirettore de La Repubblica, Cerno lascia il quotidiano L’identità, che ha diretto negli ultimi due anni, e dove alla guida sale il caporedattore Adolfo Spezzaferro.

“Ringrazio l’editore per la fiducia, il direttore Vecchi per il giornale vivo e forte che eredito, i giornalisti e le firme del Tempo – dice il neo direttore Cerno -Il nostro quotidiano appartiene ai lettori ed è stato per decenni l’autorevole voce di Roma e dell’Italia. Prometto che così resterà, libero e forte per raccontare la Capitale e il Paese nel mondo che cambia”.

L’editoriale di Vecchi

“Questo è l’ultimo numero de Il Tempo che firmo come direttore responsabile. Dopo due anni esatti lascio Piazza Colonna. Ventiquattro mesi in cui molto è stato fatto. Questo giornale è una comunità, con valori e principi saldi nella tradizione e nella storia del nostro Paese, della nostra Patria. Siamo semplicemente fedeli a determinati principi per noi insindacabili”.

“Per dire, la vicenda manganelli. È sbagliato alzarli contro studenti minorenni ma è ben più grave che studenti minorenni si permettano di sfidare le forze dell’ordine e i confini stabiliti dalle regole del vivere civile rappresentati da quelle forze dell’ordine. Siamo sempre a Valle Giulia vista da Pasolini. In questi due anni mi hanno bollato in ogni modo. Senza sapere fossero tutti complimenti.

Perché ho condiviso le politiche del governo Meloni e ho sempre usato il buon senso. Quando ho difeso Andrea Giambruno, convinto (e lo sono ancora) che nulla abbia fatto di male da meritarsi tanta acredine e accanimento mediatico: c’è ben altro di cui occuparsi. Quando ho preso le parti del ministro Francesco Lollobrigida, scendere da un treno per rispettare gli impegni istituzionali con una comunità (quella di Caivano) per decenni dimenticata e abbandonata dallo Stato è un dovere, non un demerito. O quando ho condiviso le scelte di Matteo Salvini, per ultima quella di fare visita a Denis Verdini: comportamenti da uomo che rispetta le persone. Ma capisco che molti siano abituati ormai a politici banderuola, che agiscono e scelgono di apparire solo come/quando/dove fa comodo per avere applausi. Io invece credo fortemente nella coerenza e nel rispetto delle proprie idee. A prescindere dal consenso che queste portano. E solo chi è mosso da principi concreti riesce a essere tenace nel perseguirli contro tutto e tutti.

Chi arriverà dopo di me troverà un gruppo di giornalisti affiatato, capace di lavorare in squadra. Un gruppo di giornalisti che rappresenta oggi la storia e l’anima de Il Tempo. E che sono certo saprà aiutare e sostenere il nuovo corso del nuovo direttore, Tommaso Cerno, un collega con lunga esperienza anche politica e che saprà sicuramente trovare gli strumenti per proseguire a proiettare nel futuro questo giornale rispettandone principi e valori fondanti. A voi lettori de Il Tempo grazie”.