Domani: tre giornalisti indagati per accesso abusivo e rivelazione di segreto

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L’indagine di Perugia aperta per un esposto del ministro Crosetto, “tenta di entrare nella carne viva dei rapporti tra fonti e giornalisti”, denuncia il quotidiano

“Vietato disturbare il potere. Indagati i cronisti di Domani Giovanni Tizian, Nello Trocchia, Stefano Vergine e Federico Marconi” . Così titola il Domani del 2 marzo 2024 che racconta che “Tre giornalisti del quotidiano sono sotto inchiesta a Perugia per accesso abusivo e rivelazione di segreto” coinvolti dall’esposto del ministro Crosetto che “ha chiesto ai magistrati di individuare le nostre fonti” scrive Domani che sottolinea come sia “vietato pubblicare notizie riservate sul ministro della Difesa Guido Crosetto, sui finanziamenti illeciti ai partiti, sul riciclaggio di mafiosi e lobbisti. Il rischio è passare non da giornalisti d’inchiesta, ma da avvelenatori di pozzi. Un monito a Domani e a tutta la categoria dei giornalisti”.

Lo scontro tra Crosetto e Domani è nato quando il quotidiano ha accusato il neo ministro della Difesa per potenziali conflitti d’interesse tra le sue attività da consulente nel settore della difesa e il ruolo istituzionale che ricopre come ministro. Crosetto che ha lavorato a lungo con aziende che si occupano di armi, incluso Leonardo, ha annunciato la liquidazione delle sue società, decisioni considerate non sufficienti per allontanare i sospetti su alcune scelte che potrebbe fare come ministro, come hanno denunciato anche altri giornali, tra cui il Giornale con il suo direttore Alessadro Sallusti, querelato da Crosetto.

La vicenda che vede protagonisti i giornalisti di Domani fa parte dell’inchiesta della procura di Perugia, guidata dal procuratore capo Raffaele Cantone, in cui sono indagati il magistrato Antonio Laudati e l’ufficiale della guardia di finanza Pasquale Striano, entrambi destinatari di un avviso a comparire per l’interrogatorio da rendere in una fase che è ancora di indagini preliminari, per presunti accessi abusivi a sistemi informatici e banche dati. Striano, in servizio alla Procura Nazionale Antimafia, è accusato di almeno 800 accessi abusivi alle banche dati tributarie, antiriciclaggio e dell’antimafia con il solo scopo di reperire informazioni di cui si vuole capire la finalità.

Tra gli indagati, indicati negli atti, anche se non hanno ancora ricevuto nessun avviso di garanzia ci sono i giornalisti che formano il team investigativo del Domani: il responsabile del team, Giovanni Tizian, l’inviato Nello Trocchia e il collaboratore Stefano Vergine (che co-firmano l’articolo), per reati di accesso abusivo a sistema informatico, in concorso con l’ufficiale Striano, e rivelazione di segreto. “Per l’accusa il finanziere avrebbe inviato ai tre giornalisti documenti estratti dalla banca dati Sidda-Sidna, il sistema informatico utilizzato dalla direzione nazionale e dalle direzioni distrettuali antimafia”, scrive Domani che specifica “Gli invii coprirebbero un arco temporale di tre anni e mezzo, dal maggio 2018 all’ottobre del 2022. Dalle contestazioni della procura non è chiaro il contenuto di tutti i documenti che Striano avrebbe inviato per e-mail, utilizzando l’applicazione WeTransfer, ai tre giornalisti”. “Spuntano solo alcune indicazioni, nell’intestazione dei documenti o nel messaggio inviato dal finanziere della direzione nazionale antimafia: ci sono i nomi di atti giudiziari di alcuni politici (protagonisti di casi giudiziari o sospettati di vicinanza ad ambienti criminali), ma i più riguardano esponenti delle più pericolose organizzazioni criminali del paese, collegate al mondo della politica e dell’imprenditoria, o al traffico internazionale di stupefacenti. O informazioni relative ad alcuni degli appalti del periodo più duro della pandemia di Covid-19, finite anche nelle indagini di diverse procure nazionali. Non c’è traccia di invii delle ricerche effettuate da Striano di informazioni finanziarie, relative alle dichiarazioni dei redditi o ai conti bancari di politici e imprenditori, o segnalazioni di operazioni sospette, come paventato ieri da alcuni giornali nazionali” continua Domani che chiarisce come “Nelle informazioni che Striano avrebbe mandato ai giornalisti, quindi, non c’è nessun ‘dossier su politici e vip’ ma solamente documenti agli atti delle procure: ordinanze di custodia cautelare e informative delle forze dell’ordine già disponibili ai magistrati inquirenti e alle difese”.

Nelle carte sono citati, ma non sono indagati, anche il direttore Emiliano Fittipaldi per gli articoli scritti due anni fa insieme a Tizian sui compensi ricevuti dal ministro Crosetto da Leonardo prima di entrare nell’esecutivo, e Federico Marconi per un articolo su una speculazione edilizia.

Domani rivela che tra gli indagati nell’inchiesta di Perugia ci sarebbero anche altre sei persone, giornalisti e un ex finanziere, tutti per farti slegati tra loro, ma sempre per accesso abusivo e rivelazione di segreti. “L’indagine di Perugia tenta così di entrare nella carne viva dei rapporti tra fonti e giornalisti…. in questo ennesimo caso di attacco all’informazione, il livello sale: equiparare le notizie a dossier impacchettati per colpire, non per informare”, denuncia il giornale.