Ferragni da Fazio: cambierò modo di comunicare e vivere; sentenza Antitrust spartiacque

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Lucarelli attacca: “Pensati libera… dalle domande”

“Il 15 dicembre 2023, la sentenza antitrust, ha segnato uno spartiacque. Credevo di non aver fatto niente di sbagliato, ho capito che le cose potevano esser fatte meglio, da lì è iniziato il cambiamento. In fase contrattuale ho chiesto venisse fatta la donazione, ci faceva piacere comunicarlo, non sono dell’idea che la beneficenza vada fatta solo privatamente, perché credo che possa creare fenomeni di emulazione. Mi è successo anche a Sanremo, del quale ho devoluto interamente il mio cachet a una associazione che aiuta le donne, e così nel Covid con la donazione di 50mila euro che abbiamo fatto sia io che Federico”. Lo ha detto Chiara Ferragni, ospite a “Che tempo che fa”.

Sul ‘Balocco gate’ spiega: “Poteva esser fatta meglio la comunicazione, il fatto che ci sia stato un fraintendimento è segno che le cose potevano esser fatte meglio. Adesso c’é una normativa anche più chiara – continua – Ero terrorizzata dal non dimostrare la mia buona fede, per quello ho fatto quel video che è stato molto analizzato, al punto che mi ero truccata e mi hanno detto che non mi ero truccata apposta. Chiedo scusa e non faccio più operazioni di quel genere. Cosa direi a me stessa? Di non cercare di esser sempre forte e perfetta, che è importante parlare delle nostre fragilità con le quali bisogna imparare a vivere”.

Chiara Ferragni con Fabio Fazio (Foto LaPresse)

Cambierò non solo modo di comunicare ma anche di vivere

“Penso di cambiare non solo nel modo di comunicare ma proprio nel modo di vivere. Ho fatto tutto troppo velocemente, non mi sono mai fermata a vivere il presente quindi l’augurio che mi faccio e faccio a tutti è vivere il presente. Quante volte mi sono resa conto che il ricordo di qualcosa che avevo vissuto era più piacevole di quando lo vivevo in quel momento? E’ perché abbiamo il cervello sempre proiettato al futuro e tante volte non riusciamo a viverci i momenti più importanti. Fermarmi, quindi, mandare avanti le mie aziende perché sono un’imprenditrice, ma imparare anche a vivermi più il presente”.

“I social non sono tutto, c’é tutta una vita fuori che va vissuta – ha detto – I primi giorni in cui mi sono sentita dentro questa gogna mediatica, mi sentivo accerchiata, avevo paura a uscire; invece ho trovato persone fantastiche, che mi hanno dato una parola di supporto: uscire nel mondo reale mi è servito tantissimo ed è una cosa che farò sempre di più”.

Due mesi e mezzo di odio, niente ti prepara a violenza di certi attacchi

“Dobbiamo essere sinceri. Sto bene, sono contenta di essere qui, è un periodo un po’ tosto. Tutto va messo nel giusto contesto, rispetto a quello che sta succedendo in questo periodo. Ma sono stati due mesi e mezzo d’odio. Sono preparata, ma niente ti prepara alla violenza di certi attacchi, è difficile anche per me che ho vissuto tanti attacchi sulla mia pelle”.

“I social sono fantastici quando va tutto bene, un incubo quando va male, ti senti invincibile quando sei osannata, accerchiata quando ti criticano. Stasera volevo esserci, per me molto è importante parlarne”, ha aggiunto.

Lucarelli attacca: “Pensati libera… dalle domande”

Selvaggia Lucarelli all’attacco di Chiara Ferragni dopo l’intervista dell’influencer a ‘Che Tempo Che Fa’ da Fabio Fazio. Fra tweet ironici, sfottò e analisi l’opinionista assesta nuovi colpi pubblicando anche un fotomontaggio dello slogan di Ferragni a Sanremo: “Pensati libera… dalle domande”, riferito al metodo usato da Fazio per realizzare l’intervista.

Analizzando le parole di Chiara circa il caso della beneficenza per il pandoro Balocco, Lucarelli fa notare che “non si era accorta di aver sbagliato fino alla multa, è per quello che un anno fa aveva bloccato la parola Balocco nei commenti sul suo Instagram”.” Comunque possiamo stare qui a scrivere e commentare fino a domani, ma al di là dei Pandori e del resto, al di là dell’assenza di domande, è il vuoto. Avvilente assenza di pensiero e grammatica. E comunque ora mi aspetto che l’Antitrust multi i consumatori coglioni che fraintendono perché è ora di finirla di fraintendere. Che poi fate prendere le multe a Chiara che è in buonafede e pubblicizza la beneficenza che fanno gli altri perché confida nell’emulazione”, afferma l’opinionista.

Per smontare la tesi dell’errore di comunicazione, Lucarelli pubblica anche uno dei video incriminati in cui la Ferragni parla della bambola Trudi, ricordando che nell’inchiesta ormai non ci sono solo i pandori. “Ditemi se siamo noi a capire male o se lei dice una cosa che non corrisponde al vero. In questo caso solo il ricavato delle bambole vedute sul suo sito The blonde salad andava in beneficenza (e non il ricavato dalla vendita nei negozi e sul sito di Trudi). Vi sembra che dica questo (anche nei sottotitoli) o siamo noi coglioni che fraintendiamo?”.