Meta molla le news. Il distacco parte da Usa e Australia, interessati calati dell’80%

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Meta, la più grande rete di social media e compagnia madre di Facebook e di Instagram, si è posta in rotta di collisione con il governo di Canberra, dopo aver deciso di smettere di pagare editori australiani per la ripubblicazione di notizie sui suoi siti, quando i contratti correnti scadranno quest’anno. Meta ha annunciato ieri che non rinegozierà nuovi accordi: una mossa che, secondo gli editori, costerà loro milioni di dollari in finanziamenti e causerà perdite di posti di lavoro.

“Come azienda dobbiamo dedicare il nostro tempo e le nostre risorse alle cose che le persone ci dicono di voler vedere di più, compresi brevi video. La quota di persone che usano Facebook News in Australia e negli Stati Uniti è diminuita di più dell’80% lo scorso anno. Sappiamo che gli utenti non vengono su Facebook per le news e per i contenuti politici: vengono per collegarsi ad altre persone e scoprire nuove opportunità, passioni e interessi. Come già dicemmo nel 2023, le news costituiscono meno del 3% di quello che le persone in tutto il mondo vedono nel loro feed di Facebook, e sono una piccola parte dell’esperienza per la grande maggioranza di loro”. Così una nota del gruppo di Zuckerberg riportata da Il Post.

Il primo ministro australiano, Anthony Albanese, ha espresso forte disappunto per la decisione di Meta, definendola “insostenibile” e segnalando provvedimenti contro il colosso tech. “E’ assolutamente critico che i media siano in grado di funzionare e di essere adeguatamente finanziati”, ha aggiunto. “E’ disonesto che una compagnia possa profittare da investimenti altrui e non solo investimenti di capitale, ma del lavoro di giornalisti.

E’ un’inadempienza dell’impegno assunto, per la sostenibilità dei mezzi di informazione australiani”, riporta Ansa. Il ‘Codice contrattuale per i news media’ è stato introdotto tre anni fa come mezzo per obbligare entità come Facebook e Google a compensare gli editori per la riproduzione di notizie. Le due reti avevano sottoscritto nel 2021 una serie di accordi con editor, inclusi la radio-TV nazionale Abc, Guardian Australia, News Corp Australia, Seven West Media e Nine Entertainment, casa madre dei quotidiani Sydney Morning Herald e The Age di Melbourne.