Juventus leader sui social, ecco i segreti della factory

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Visita guidata nella enclave bianconera che va dallo Stadium alla Continassa, dal Museum allo Juventus Creator Lab. Che a fianco al campo di allenamenti alimenta di contenuti piattaforme e canali. Il successo rapido costruito su TikTok

Tutto si tiene nel nuovo corso Juventus. Sul versante sportivo l’attualità racconta di una squadra decisamente più simpatica e piena zeppa di giovani provenienti dalla cantera del club. E poi c’è anche una maggiore apertura della società al mondo esterno. Il settore del marketing e della comunicazione, in particolare, ha organizzato una giornata condivisa con la stampa. Iniziata allo Stadium, inframezzata dal pranzo allo Juventus Hotel e terminata alla Continassa, dove nel primo pomeriggio era in corso l’allenamento della prima squadra, a fianco della vitale struttura di produzione di contenuti del club.

Work and Life

Greta Bodino, Chief People Culture e Sustainability Officer ha parlato dell’attenzione marcata a principi di sostenibilità e sensibilità ESG (in senso più esteso nel caso della società bianconera). In organico all’azienda Juve ci sono – atleti a parte – ben 500 persone (e non bisogna essere filo-juventini per essere assunti).

In tema di persone, a funzionare da riferimento per la Bodino, più delle best practices degli altri club, ci sono certi esempi delle aziende della moda e dell’entertainment, forse più ‘vicine’ per certi versi al complesso posizionamento che ha una realtà come la Juventus.

La manager svizzera professa e attua una politica ‘liberale’ e aperta, fondata sull’idea di garantire alle persone un sano equilibrio tra lavoro e vita privata. Una bella palestra è attiva da mattina presto alle 22.00, ma ognuno si sceglie da solo il momento in cui frequentarla. La formazione è un aspetto centrale della filosofia di attenzione verso le persone, ma “tutti sono liberi di imparare quello che ritengono più adatto al proprio percorso”.

Tanto il lavoro ancora da fare nella Juventus, tantissimo nel nostro calcio in generale. “In Premier League – racconta Bodino – il mio ruolo esiste da più di 20 anni ed è normale che il responsabile delle risorse umane si relazioni costantemente con i board delle società”.

Francesco Gianello, head of facilities management, ha guidato la visita dentro lo Stadium, in cui si tenevano, nel frattempo, convegni e convention aziendali. Gianello ha raccontato il cambio epocale di prospettiva compiuto sostituendo il Delle Alpi con un impianto in grado di proiettare la Juventus in una dimensione virtuosa senza uguali in Italia.

Esperienza premium

L’esperienza premium offerta al tifoso, gli spazi offerti agli sponsor (il 10% dei posti è ‘premium’ ed è una voce molto redditizia dei ricavi), le technicalities garantite alle tv sono un aspetto chiave in quello che non è più un mausoleo da aprire una tantum. Sacro e intangibile a sponsor e ospiti -costantemente curato e abbeverato, ma anche irrorato di luce sostitutiva di quella solare da lampade speciali – è solo il manto erboso. Sono invece visitabili gli spogliatoi. Allo Stadium oltre 1600 persone fanno parte del sistema che assicura qualità ed engagement emotivo in un incontro top come l’ultimo Juventus-Inter.   

Quale stadio internazionale sposta in avanti i benchmark? Gianello non ne ha voluto indicare uno in particolare, ma ha assicurato che quello in costruzione a Barcellona offrirà a tutti gli esperti e addetti ai lavori suggerimenti e suggestioni.

Il Musem – praticamente sempre aperto – è un elemento simbolo di questo nuovo vissuto dell’impianto (tour manager Marco Albano): in pista dal 16 maggio 2012 ha già fatto registrare quasi 2 milioni di visitatori, con un record 3500 in un solo giorno.

Storia di un grande amore

Dopo l’immersione nella storia bianconera, tra coppe, magliette, filmati e immagini tridimensionali di Giovanni Trapattoni e Marcello Lippi, c’è stato il pranzo con Mike Armstrong (chief marketing & communication officer) e, dopo, il caffè con il managing director Revenue e Football Development Francesco Calvo.

E quindi, spostandosi di poche centinaia di metri fino alla Continassa, la visita allo Juventus Creator Lab (con Marco Castellaneta).

In un contesto in cui il club firma e occupa tutta questa parte di Torino, i giocatori possono contribuire a produrre i contenuti social direttamente, fra un allenamento e l’altro.

La factory – composta da 40 persone- fa della Juventus il brand numero uno in Italia sui social media e garantisce il 5% dei ricavi. Si producono oltre 1500 contenuti settimanali orchestrando la presenza su 16 diversi canali e piattaforme. Tra i prodotti realizzati, anche un formato lungo (90 minuti) per Amazon Prime, ‘Federico Chiesa back on track’.

I follower sono 165 milioni e alla leadership nazionale si aggiunge il quinto posto assoluto tra i club calcistici sui tre canali più strategici (Instagram, Youtube e TikTok) in tutto il mondo. Sulla piattaforma cinese, in particolare, la Juventus è il nono brand in assoluto su scala globale.