La pirateria danneggia il futuro dei ragazzi e il Paese perde 1,75 miliardi

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Ogni giorno nel 2023 sono stati compiuti quasi 300mila atti di pirateria, evidenzia l’analisi Aie-Fieg. Ma chi commette il reato non è consapevole della gravità.
A rischio 12mila posti di lavoro

La pirateria nel mondo del libro sottrae agli editori 705 milioni di euro di vendite l’anno: più di un quarto del valore complessivo del mercato (il 28%, calcolato al netto di editoria scolastica ed export). Gli atti di pirateria stimati in un anno sono 108,4 milioni, quasi 300 mila ogni giorno, in calo dell’8% rispetto al 2021. È quanto emerge dalla terza analisi dell’Ipsos per l’Associazione Italiana Editori, secondo cui si perdono 4.900 posti di lavoro che diventano 12.000 conteggiando anche l’indotto. Con un danno per il sistema Paese da 1,75 miliardi di euro, e 298 milioni di mancate entrate per il fisco.

Presentata dal presidente di Ipsos Nando Pagnoncelli, all’incontro ‘Gli Editori, l’accordo di consultazione tra Aie e la Federazione Italiana Editori Giornali’, al Ministero della Cultura a Roma, la ricerca è stata realizzata ottobre del 2023 su un campione di circa 4000 interviste. L’obiettivo mettere a fuoco l’ampiezza di un fenomeno dhe impone un’azione di contrasto che passa attraverso la repressione dei fenomeni illegali, l’educazione degli utenti, il sostegno alla domanda legale.

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Quasi 300mila reati di pirateria ogni giorno

Gli atti di pirateria stimati nel 2023 (copie in meno vendute di libri, download in meno di ebook e audiolibri, licenze) sono 108,4 milioni contro i 117,6 milioni del 2021, in diminuzione dell’8%. Significa comunque 297mila atti di pirateria compiuti ogni giorno ai danni del mondo del libro.
Rispetto all’indagine presentata nel 2022 il danno economico è sostanzialmente stabile nell’editoria trade (libri di narrativa e saggistica venduti nelle librerie fisiche e online e nei supermercati, a stampa e digitali). Risulta in calo nell’editoria universitaria – dove però rimane superiore al valore mercato legale – e professionale (libri e banche dati) ma solo perché al libro universitario si stanno aggiungendo strumenti diversi, complementari se non sostitutivi.

La pirateria è diffusa in tutto il mondo editoriale librario: le vendite perse nel settore della varia sono pari a 35 milioni di copie l’anno, per un valore delle vendite di 423 milioni di euro. Le copie (libri a stampa e digitali) perse nel settore universitario sono 5 milioni, pari a un valore delle vendite di 188 milioni di euro; quelle nel settore professionale – libri, ebook e banche dati – sono pari a 2,4 milioni di copie, con una perdita a valore di 94 milioni di euro.
Se si guarda alle vendite perse per canale, gli store online hanno una perdita di 416 milioni di euro, le librerie fisiche 234 milioni, i mancati introiti di abbonamenti sono 55 milioni.

Chi sono i pirati

L’indagine rileva inoltre che pirata libri a stampa, digitali e banche dati il 31% della popolazione sopra i 15 anni. Nello specifico, il 20% ha scaricato gratuitamente almeno una volta un ebook o audiolibro da siti o fonti illegali su Internet, il 16% ha ricevuto da amici/familiari almeno un ebook, l’8% ha ricevuto da amici/conoscenti almeno un libro fotocopiato, l’8% ha acquistato almeno un libro fotocopiato, il 6% ha ricevuto da amici un abbonamento o codici di accesso per usufruire di ebook e audiolibri.

Se guardiamo ai settori specifici dell’editoria universitaria e degli utenti dell’editoria professionale, la situazione è più allarmante. Ha compiuto nell’anno almeno un atto di pirateria il 78% degli studenti universitari (erano l’81% due anni fa). I comportamenti più diffusi sono scaricare gratuitamente materiali da Internet (36%), ricevere gratuitamente da compagni e amici ebook e altri materiali digitali (33%), stampare o far stampare in copisteria un libro da un formato elettronico (28%).
Se prendiamo invece in considerazione l’universo dei liberi professionisti (avvocati, notai, commercialisti, ingegneri, architetti e altri), il 49% di costoro ha compiuto almeno un atto di pirateria nell’ultimo anno (erano il 56% due anni fa). Scaricare materiali da siti illegali (25%), stampare materiali da formati digitali (21%), scaricare o ricevere gratuitamente banche dati professionali (19%) i comportamenti più diffusi.

Poca consapevolezza

Dai dati emerge la scarsa consapevolezza nell’opinione pubblica della gravità della pirateria e delle possibili conseguenze. La percentuale di chi si dice a conoscenza dell’illiceità/illegalità della pirateria è pari nel 2023 al 79% (84% nel 2019).
Il 70% del campione intervistato ritiene poco probabile essere scoperti e puniti, percentuale in crescita di 4 punti percentuali rispetto al 2019. Un dato che evidenzia la necessità di rendere impossibile nascondersi dietro l’anonimato della Rete e spiengere a riflettere sugli effetti negativi dell’attenuazione delle pene.

Chi c’era

All’incontro – moderato dal direttore dell’Ansa Luigi Contu, hanno partecipato i presidenti di Aie e di Fieg, Innocenzo Cipolletta e Andrea Riffeser Monti, con le conclusioni del presidente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera, Federico Mollicone

Sono intervenuti Benedetta Alessia Liberatore, direttore della Direzione per i Servizi Digitali dell’Agcom, Gaetano Cutarelli, comandante del Nucleo Speciale Beni e Servizi della Guardia di Finanza, Salvatore Sica, presidente Comitato Consultivo Permanente per il Diritto d’Autore, Mauro Tosca, responsabile antipirateria Aie e la scrittrice e psicoterapeuta Stefania Andreoli.

Cipolletta (Aie): contesto difficile

“L’editoria italiana vive un contesto economico difficile, caratterizzato da costi in crescita solo in minima parte compensati dagli aumenti del prezzo di copertina, mentre gli stimoli alla domanda presenti gli anni scorsi non sono più presenti o sono stati ridimensionati. In questo quadro, ha rilevato Innocenzo Cipolletta, presidente di AIE, la perdita di un quarto del valore potenziale delle vendite a causa della pirateria è un costo insostenibile che ha ricadute sul numero delle aziende che non riescono più ad andare avanti, sull’occupazione, sui compensi degli autori”.
“Nel 2023 vediamo primi segnali di riduzione degli atti di pirateria, ma i fattori che possono influire sono tanti e non parlerei ancora di tendenza consolidata. Istituzioni e forze dell’ordine hanno fatto molto negli ultimi anni e questi dati devono spronare noi tutti a fare ancora di più e ancora meglio”.
“Riteniamo poi fondamentale il lavoro di sensibilizzazione dei cittadini: si conferma alto il numero di persone che ritiene poco grave questo fenomeno e comunque si dice certo che i colpevoli non saranno puniti”, ha concluso.

Riffeser Monti (Fieg): tema cruciale

Secondo Andrea Riffeser Monti, presidente Fieg, “la pirateria delle opere dell’ingegno è un tema centrale per tutta l’industria dei contenuti editoriali”. “L’evoluzione economica e tecnologica rappresenta oggi la sfida più complessa per le autorità impegnate a contrastare il fenomeno: in tal senso, la collaborazione avviata dalla FIEG con la Guardia di Finanza, unitamente agli strumenti di contrasto introdotti dalle procedure Agcom, sono la migliore garanzia per una piena consapevolezza del fenomeno, anche nei suoi risvolti di diretta responsabilità giudiziaria, oltre che per il suo più efficace contrasto”.
“Bisogna rendere impossibile, nei confronti di chi fa business sui contenuti illegali, nascondersi dietro l’anonimato della Rete: le persone devono essere consapevoli che stanno commettendo un illecito e devono sapere che per questo possono essere punite. I fenomeni di pirateria digitale contribuiscono al crescente e generale impoverimento delle imprese editoriali, ma vi sono rischi anche per i lettori che, in assenza di contenuti informativi di qualità, saranno sempre più esposti a fake news e disinformazione online”.

Mollicone: presto audizione Agcom

Presto l’Agcom verrà audita in Commissione Cultura della Camera sul fenomeno della pirateria nell’editoria libraria. Lo ha annunciato il presidente della Commissione Cultura Federico Mollicone chiudendo l’incontro, promosso dall’Associazione Italiana Editori (Aie) e dalla Federazione Italiana Editori Giornali (Fieg).

“Dai prossimi giorni faremo un’audizione dell’Agocm in Commissione Telecomunicazioni e Commissione Cultura e Editoria proprio per verificare cosa ha funzionato, cosa va migliorato e cosa va accelerato della legge 93/2023”. Mollicone si è detto convinto della necessità di “dover difendere con forza il valore del lavoro degli autori, degli editori, dei distributori, delle librerie, delle biblioteche, dei traduttori, e di tutta la filiera della carta perché – ha rimarcato – costituisce un patrimonio culturale materiale e immateriale inestimabile”.