Pietro Labriola (foto Ansa)

Tim, Labriola: target piano raggiungibili. Senza rete, focus su Consumer e Enterprise

Condividi

La presentazione al Capital market day. Labriola: “siamo a metà del percorso”

All’indomani dell’approvazione da parte del Cda del piano ‘Free to run’, l’amministratore delegato di Tim, Pietro Labriola, ha illustrato alla comunità finanziaria le strategie 2024-26 della telco.

Labriola: siamo a metà del percorso

“Siamo a metà di un percorso iniziato 2 anni fa. Era marzo 2022 quando abbiamo iniziato a parlare del futuro di Tim”, ha ricordato il manager, sottolineando come la separazione della rete segni “uno spartiacque”, con un nuovo modello di business che, senza la rete, porterà Tim ad essere sostenibile e a stare sul mercato in modo diverso.

Target “traguardo raggiungibile”

“Nel corso dell’incontro vi bombarderemo di numeri per dimostrare che sapremo mantenere le promesse”, ha detto Labriola.
“Free to run”, ha detto citando il titolo del piano “è un claim impegnativo ma corrisponde alla verità”. La nuova Tim, ha spiegato citato da AdnKronos, è un’azienda che ha “una possibilità senza precedenti di sbloccare valore per tutti i soggetti interessati”.

Nel dettaglio, il piano di Tim prevede “che i ricavi cresceranno con una media del 3%, l’Italia riprende a crescere del 2%: è un traguardo raggiungibile”. Alla fine del periodo considerato, il 2026, sono previsti ricavi per 15,7 miliardi, un ebitda after lease di 4,4 miliardi, e un taglio del debito e riduzione della leva a 1,6-1,7 volte. Con l’aprirsi di “opportunità per la remunerazione dei soci”.

Senza rete focus su Consumer e Enterprise

Toccando la questione dello scorporo della rete, Labriola ha ripetuto che “con la cessione di NetCo riusciremo ad essere nuovamente un’azienda in grado di vivere bene sul mercato”.
“Chi dice che la perdita della rete ci fa perdere un vantaggio competitivo forse non ricorda che negli ultimi 15 anni le norme sono state modificate per evitare un vantaggio derivante dalla rete. Ora avremo il tempo e i soldi per concentrarci su altri rami dell’azienda sia Consumer che Enterprise molto più produttivi e competitivi”, ha aggiunto.

Il futuro di ServCo

Respinte le critiche sulla presunta debolezza di ServCo. “Noi siamo chiaramente il player più infrastrutturato in Italia sia per Consumer che per Enterprise, sia per il privato che per le aziende”.
“E poi avremo una struttura finanziaria che ci consentirà di portarci avanti per toglierci questo indebitamento”, ha evidenziato. “Il livello di indebitamento della ServCo alla fine del 2024 sarà più basso, circa due volte l’Ebidta”. “Nel 2023, ha puntualizzato, abbiamo avuto una leva di 3,8, nel 2026 abbiamo 1,6-1,7, alla fine del 2024 sarà al di sotto di 2 e così facendo genereremo più ricavi e più ebitda e capex e riusciremo a ridurre il livello di indebitamento”.
Di fatto Tim avrà “una struttura finanziaria più sostenibile e flessibile”.

Sulle risorse umane “è sostenibile avere 16mila dipendenti ? Certo”. La società con 16mila dipendenti “è sostenibile, 5mila in Enterprise e 11mila in Consumer”, ha detto ancora.
Degli 11mila dipendenti “4mila lavorano nei call center interni ma anche se li dimezziamo non possiamo far scomparire questo costo” perchè ai clienti bisogna rispondere.