Gli Stati Generali dell’informazione trovano una sponda in Italia

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Presentata a Roma l’iniziativa francese contro la disinformazione e i rischi connessi alle tecnologie, per affrontare cambiamenti epocali che, se non ben compresi, analizzati e governati, possono minacciare l’indipendenza e il pluralismo del giornalismo e il rapporto tra informazione e democrazia.

Mancano meno di tre mesi a un voto europeo che le tensioni geopolitiche mondiali rendono molto delicato. E per queste stesse ragioni particolarmente soggetto ad attacchi che ne minino la regolarità. Deep fakes, manipolazione dell’informazione, disinformazione. La tecnologia amplia costantemente il ventaglio delle possibilità di pilotare le opinioni delle persone: prima i social media con la loro pervasività e l’accumulo di quantità impressionanti di dati personali; ora l’Intelligenza artificiale generativa in grado di creare testi, audio e immagini che fanno dire e fare cose irreali, inesistenti e comunque false a personaggi reali. Informarsi, per i cittadini, è diventata una corsa ad ostacoli e questo riporta in primo piano il ruolo e la responsabilità dei media e dell’informazione professionale: i giornalisti.

Martin Briens

Queste considerazioni hanno reso particolarmente interessante l’incontro organizzato ieri, 7 marzo , a Roma dall’ambasciatore di Francia, Martin Briens, assieme al direttore del Parlamento europeo in Italia Carlo Corazza, e Antonio Parenti, Capo della Rappresentanza della Commissione europea, a cui è stata presente anche la vicepresidente per i Valori e la trasparenza, la commissaria ceca Vera Jourova, e di cui Prima Comunicazione è stata media partner ufficiale.

Christophe Deloire, segretario generale di Reporters Sans Frontières, delegato generale agli Stati generali dell’informazione in Francia

L’ambasciatore Martin Briens, spiega a Prima comunicazione la genesi dell’evento tenutosi presso la sede di Esperienza Europa – David Sassoli e a Palazzo Farnese, sede dell’Ambasciata di Francia in Italia. “Il Presidente della Repubblica Emmanuel Macron ha lanciato, lo scorso 3 ottobre, les “États généraux de l’information” per gettare le basi di un modello di spazio mediatico e digitale per le generazioni future”, dice Briens che spiega “Per garantire un’informazione libera e indipendente è necessario trovare dei nuovi equilibri e questa è l’ambizione del grande cantiere nato con l’ ‘États généraux de l’information‘ che tiene conto di come negli ultimi anni, il mondo dell’informazione è stato segnato da sconvolgimenti legati alla rivoluzione digitale, che potenzialmente avranno un effetto ancora maggiore con l’avvento dell’Intelligenza artificiale, e con l’instaurarsi di nuove modalità di fruizione. Fattori che hanno profondamente modificato le condizioni di produzione, di diffusione e di consumo dell’informazione. Si tratta di cambiamenti epocali che, se non ben compresi, analizzati e governati, possono minacciare l’indipendenza e il pluralismo del giornalismo; sono così profondi da richiedere oggi una riflessione sul rapporto tra informazione e democrazia. Non significa altresì che dobbiamo temere il cambiamento, ma conoscerlo più da vicino per poterne cogliere anche tutte le potenzialità.

“Visto il successo della riflessione iniziata in Francia, che si chiuderà a giugno 2024”continua Briens, “abbiamo pensato di organizzare “Gli Stati generali dell’informazione visti da Roma: le nuove sfide per Francia e Italia in un contesto europeo”, invitando a Roma Christophe Deloire, segretario generale di Reporters Sans Frontières (RSF), delegato generale agli Stati generali dell’informazione in Francia, e confrontando le analisi di rappresentanti di grandi media e editori italiani, insieme a dei giornalisti francesi corrispondenti in Italia, che hanno subito risposto dato la disponibilità a partecipare , così come il Parlamento europeo in Italia insieme con la Rappresentanza della Commissione europea in Italia.”

Da sinistra Mauro Crippa, Daniele Manca, Alessandra Ravetta, Andrea Santagata, Claudio Cappon e Paolo Possamai.

La giornata ha dato la possibilità a Christophe Deloire di spiegare come si è sviluppata l’iniziativa francese e di avviare il confronto con istituzioni, editori e giornalisti italiani. Un incontro che ha permesso di parlare dello stato di salute dell’informazione italiana che, dopo oltre un decennio di declino indotto dalla disintermediazione via internet, potrebbe ritrovare un suo preciso ruolo proprio nel caos dell’eccesso di offerta informativa incontrollata che rischia di destabilizzare le istituzioni, le stesse imprese e il mercato pubblicitario e le singole persone: tutti hanno infatti bisogno di un sistema di informazione e comunicazione che sia affidabile e non violabile, ma anche economicamente sostenibile.

Il pomeriggio romano del 7 marzo era organizzato in panel focalizzati per affrontare temi specifici.

Sui problemi che nascono spazio dall’ impatto dell’intelligenza artificiale e su come affrontare la sfida della lotta alla disinformazione, sono intervenuti Brando Benifei, europarlamentare, capo delegazione del gruppo S&D, relatore per il Parlamento europeo del regolamento sull’intelligenza artificiale (AI Act) con un contributo video, Gaël Branchereau, direttore AFP Italia, Tommaso Canetta, vicedirettore di Pagella Politica, Jessica Cupellini, capo ufficio stratcom Farnesina e Christophe Lemoine, vice portavoce ministero dell’Europa e degli affari esteri francese, con la conduzione di Francesca Milano, direttrice responsabile di Chora News.

Il secondo confronto su ‘Futuro dei media e dell’informazione: come garantire la qualità dell’informazione e la sostenibilità dei media?’ha visto in campo Claudio Cappon, ex direttore generale della Rai, segretario Generale della Copeam, ed ex responsabilede la Journalism Trust Initiative, JTI, insieme a Mauro Crippa, direttore generale dell’informazione Mediaset, Daniele Manca, vice-direttore del Corriere della sera, Paolo Possamai, direttore editoriale e membro del Cda Nord Est Multimedia (NEM), e Andrea Santagata, amministratore delegato Mondadori media, con Alessandra Ravetta, coordinatrice.

E infine l’ultimo tavolo su come ‘Riappropriarsi e democratizzare l’informazione: educazione ai media e coinvolgimento della società civile’ ha visto intervenire, con Flavia Giacobbe, direttrice di Formiche nel ruolo di moderatrice, Carlo Bartoli, presidente dell’Ordine dei Giornalisti, Mario Calabresi, ceo e presidente del Consiglio di Amministrazione di Be Content, Bruno Duvic, corrispondente Radio France in Italia e Alessandra Paradisi, vice direttrice Ufficio Studi Rai.

Giacomo Lasorella

Ha chiuso i lavori il presidente di Agcom Giacomo Lasorella che ha raccontato come l’Ue sta mettendo a punto strumenti importanti: dai due regolamenti sul digitale, Dsa e Dma, che sono tra l’altro entrati in vigore proprio giovedì 7 marzo, all’Ai Act, il regolamento sull’intelligenza artificiale che verrà approvato tra poche settimane ma che, per i tempi tecnici diverrà operativo dopo il voto europeo di giugno, fino all’Efma, l’European Freedom Media Act, che sarà legge entro aprile prossimo. Tutti questi atti delineano un nuovo quadro operativo per l’informazione europea. Ma per renderli attivi serve l’impegno di tutti: dalle istituzioni nazionali, agli editori e ai giornalisti, che devono attrezzarsi con conoscenze e competenze in grado di far loro utilizzare al meglio e fronteggiare i rischi che questo livello di digitalizzazione comporta. Servono ambiti di collaborazione e comunicazione internazionale per lo scambio di esperienze, sistemi di monitoraggio e verifica . Lasorella ha anche anticipato le indicazioni emanate dalle autorità europee in vista delle prossime elezioni di giugno per responsabilizzare tutte le piattaforme digitali invitandole a potenziare gli organici per contrastare fake news o comportamenti lesivi, autoregolandosi.