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Ispra, al via la prima mappa digitale della costa italiana

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Partirà una mappatura senza precedenti di tutta la costa italiana, destinata a trasformare la conservazione e gli sforzi per il ripristino degli ecosistemi marini. L’Ispra, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, ha assegnato al consorzio guidato da Fugro la gara d’appalto per mappare gli habitat costieri dell’intera costa italiana, nell’ambito del progetto Marine Ecosystem Restoration (MER) del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Con una tecnologia all’avanguardia è prevista la mappatura delle praterie di Posidonia oceanica e Cymodocea nodosa. Il progetto prevede inoltre una mappatura completa della fascia costiera fino a 800 metri a partire dalla linea di costa verso l’interno con sensori Lidar, ottici e gravimetrico, e Ispra potrà poi creare l’Atlante digitale dei nostri mari. Con questo intervento, che si svolgerà in tre sotto-regioni costiere (Mar Mediterraneo Occidentale, Mar Ionio e Mare Mediterraneo Centrale, Mare Adriatico), il progetto MER mira a rafforzare il Sistema nazionale di osservazione degli ecosistemi marini e costieri migliorando, così, il processo decisionale dei governi locali per la protezione degli habitat e delle specie marine di interesse conservazionistico.

Il piano MER (finanziato nell’ambito del PNRR con un fondo da 400 milioni di euro per il periodo 2022-2026) è in fase sempre più avanzata. Sono stati stipulati tutti gli accordi per realizzare i campi di ormeggio che costituiscono un rilevante strumento per la tutela degli habitat di pregio marino costieri e che consentono la mitigazione e l’eliminazione del disturbo legato all’ancoraggio e al conseguente danneggiamento dei fondali, spiega una nota. Ispra ha infatti approvato 18 progetti che coinvolgono aree marine protette, Parchi Nazionali e oltre 29 Zone Speciali di Conservazione secondo l’Unione Europea, dove verranno installati, entro il 2026, 91 campi ormeggio per un totale di 1.769 ormeggi.

E’ stata inoltre aperta la procedura per affidare il servizio di rimozione e conferimento delle cosiddette “Ghost Nets”, le reti fantasma e tutti gli attrezzi da pesca abbandonati in mare. I dati Ispra, ricorda la nota, mostrano che l’86,5% dei rifiuti in mare è legato alle attività di pesca e il 94% di questi sono reti abbandonate, alcune lunghe chilometri. Il piano, che include la rimozione, la raccolta, il trasporto, lo smaltimento e il riciclo degli attrezzi da pesca e acquacoltura abbandonati, durerà 28 mesi, con scadenza entro il 30 giugno 2026, spiega la nota. È inoltre stato avviato l’allevamento di un milione di larve di ostriche in vista della ricostruzione dei banchi di ostrica piatta europea (Ostrea edulis, una specie autoctona dell’Adriatico), in cinque regioni italiane: Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Marche e Abruzzo. A livello globale, si stima che l’85% dei banchi naturali di ostriche sia andato perduto, rendendo questo habitat uno dei più minacciati al mondo. A breve sarà pubblicato il bando di gara per la fornitura della nuova nave da ricerca oceanografica, frutto di un lavoro congiunto con la Marina Militare, in particolare Maristat e Navarm. E infine è in costruzione la piattaforma informativa che consentirà la completa fruibilità di tutte le informazioni e dati acquisiti con il progetto MER.