OpenAi reintegra l’ad Altman nel board e aggiunge 3 nuovi membri

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La riammissione del ceo chiude definitivamente il terremoto che a novembre 2023 aveva portato al licenziamento flash del manager. Il board promette anche miglioramenti nella governance

A poco più di 3 mesi didistanza dal terremoto di novembre, che aveva scosso il vertice di OpenAi, Sam Altman è stato riammesso con “piena fiducia” nel board della startup.

La vicenda

Per fare un passo indietro, a metà novembre Altman era stato licenziato all’improvviso dal Cda, con l’accusa di non essere “coerentemente sincero nelle sue comunicazioni” e spiegando che “non aveva più fiducia nella sua leadership”.
Nel giro di meno di una settimana però fu reintegrato, dopo che molti all’interno dell’azienda avevano minacciato di dimettersi se non avesse ripreso il suo ruolo. Ritornò allora al suo posto anche il presidente del cda Greg Brockman, che si era dimesso schierandosi con il ceo, ma Altman rimase escluso dal board.
Ora la riammissione, a conclusione di un’indagine dello studio legale WilmerHaleinterna secondo cui è idoneo a guidare la startup.

Non si è mai chiaramente capito cosa sia successo in quelle giornate complicate, ma un’inchiesta pubblicata nei giorni scorsi dal New York Times, segnala Ansa, ha fatto luce sulle condizioni all’interno dell’azienda che hanno portato alla cacciata di Altman, affermando che Mira Murati, chief technology officer di OpenAI, aveva messo in discussione lo stile di gestione del ceo.
Mentre il cofondatore e chief scientist della società Ilya Sutskever aveva sollevato preoccupazioni simili sulla presunta “storia di comportamenti manipolativi” di Altman. Alcuni analisti sospettano che dietro a tutta la vicenda ci fosse uno scontro su tempi e modalità di sviluppo della Ia.

Nuovi ingressi

Il consiglio di amministrazione ha anche annuniato l’aggiunta di tre nuovi membri: Sue Desmond-Hellmann, ex Ceo della Bill & Melinda Gates Foundation, l’ex dirigente della Sony Entertainment Nicole Seligman e Fidji Simo, Ceo e presidente di Instacart.
In più ha comunicato che rafforzerà la propria governance, adottando nuove linee guida, rafforzando le politiche sul conflitto di interessi e creando una ‘whistleblower hotline’, un canale riservato per consentire a dipendenti e contrattisti di denunciare irregolarità protetti dall’anonimato.

La causa con Musk

L’idea dietro questi interventi, segnala ancora l’agenzia, potrebbe essere quella di mostrare agli investitori e ai clienti che la società sta cercando di superare i conflitti interni che l’hanno quasi distrutta l’anno scorso.
La compagnia intanto, oltre alle grane legali per questioni di violazione del diritto d’autore – come con il New York Times -, deve far fronte alla causa intentata dal suo ex co-presidente Elon Musk, che accusa OpenAi di aver tradito la sua missione originale perseguendo ora profitti.