TikTok, Cina contro il (possibile) bando Usa: è bullismo. Nessuna prova sia minaccia

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TikTok torna al centro delle tensioni Usa e Cina. Dopo la decisione della Camera americana di votare un provvedimento che chiede a ByteDance di vendere il social entro sei mesi per non incappare in un divieto per l’app, è arrivata la presa di posizione di Pechino. Con l’accusa a Washington di adottare un “comportamento di bullismo”.

Pechino attacca

La messa al bando negli Usa dell’app di condivisione video di proprietà cinese TikTok “si ritorcerebbe inevitabilmente contro gli Stati Uniti”, la posizione espressa dal portavoce del ministero degli Esteri cinese Wang Wenbin, secondo cui Washington, “malgrado non abbia mai trovato prove che TikTok minacci la sicurezza nazionale americana, non ha mai smesso di reprimere TikTok”.
“Questo tipo di comportamento prepotente che non può vincere in una concorrenza leale interrompe la normale attività commerciale delle aziende, danneggia la fiducia degli investitori internazionali nell’ambiente degli investimenti e danneggia il normale ordine economico e commerciale internazionale”, ha rincarato Wang.

La posizione americana

Dalla Casa Bianca, ricorda Ansa, intanto il consigliere per la sicurezza nazionale Usa, Jake Sullivan, in un briefing con la stampa, ha puntualizzato che la proposta di legge “non riguarda l’app in sé ma la sua proprietà” cinese. “Bisogna chiederci se vogliamo che i nostri dati personali vadano in Cina oppure restino qui”, ha sottolineato.
Sul piano dei numeri, intanto, il supporto bipartisan alla Camera è solido, mentre potrebbe vacillare al Senato, dove figure chiave dei repubblicani sono contrarie a una mossa drastica contro un’app estremamente popolare che conta 170 milioni di utenti negli Stati Uniti.
Il presidente Joe Biden ha già fatto sapere che firmerà la norma, ufficialmente nota come ‘Protecting Americans from Foreign Adversary Controlled Applications Act’, promulgandola qualora arrivasse sulla sua scrivania.