Swisscom compra Vodafone Italia: condizioni leggere del governo elvetico e possibile privatizzazione

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Closing previsto nel primo trimestre 2025 per l’operazione che mira all’integrazione con Fastweb

L’ufficializzazione dell’offerta da 8 miliardi di euro per Vodafone Italia spazza via il campo da ogni dubbio sulla possibile opposizione del governo federale svizzero. L’operazione si fa, come ha spiegato il comunicato emesso da Swisscom e rilanciato in Italia da Fastweb per il 100% di Vodafone Italia, l’impegno a chiudere entro il primo trimestre 2025 e il pagamento di 8 miliardi in contanti, che la telco svizzera finanzierà a debito. Dopo di che partirà l’integrazione con Fastweb, anch’essa controllata al 100%, che porterà a sinergie stimate sui 600 milioni di euro l’anno. In più la newco che nascerà dalla fusione tra le due società potrà usufruire del diritto ad utilizzare il marchio Vodafone sul mercato italiano per cinque anni.

I dubbi sulla liceità dell’operazione della telco svizzera era stato avanzato nelle scorse settimane da alcuni esponenti politici elvetici, visto ma la risposta delle istituzioni è stata netta. Come riportato dal Corriere del Ticino, il Consiglio federale elvetico, ossia il governo della confederazione, che controlla il 51% di Swisscom, ha preso atto dell’acquisizione e ha stabilito che non è contraria agli obiettivi del gruppo pubblico. Si è solo raccomandato il mantenimento della separazione contabile tra le attività elvetiche di Swisscom, che riguardano l’esercizio del servizio pubblico, da quelle italiane. La sottolineatura serve ad evitare ogni possibilità di sussidi incrociati,ossia di finanziare con il canone da servizio pubblico degli utenti svizzeri le operazioni sul mercato italiano. Dopo di che il governo ha ribadito che l’operazione è di esclusiva responsabilità del cda della telco che non deve nemmeno passare per l’approvazione di un’assemblea straordinaria del gruppo.

Le notizia è semmai nelle righe finali del comunicato, dove si riafferma che l’acquisizione di Vodafone Italia non interferisce con la verifica di routine da parte del Consiglio Federale dell’attività della società controllata. Comprese, chiude l’articolo del Corriere del Ticino, le questioni connesse alla privatizzazione totale o parziale, con una discesa della partecipazione pubblica sotto la quota attuale del 51%. Una prospettiva rispetto a cui il fatto di controllare il primo operatore italiano nella banda ultralarga fissa con collegamenti tutti in fibra fino alle case degli utenti, e il secondo vicinissimo a Tim, nelle connessioni mister fibra-rame, non può che aumentare l’attrattività del gruppo dal punto di vista finanziario.

Stefano Carli

Renna (Fastweb): investimenti per la trasformazione digitale

Commentando l’operazione, definita “un punto di svolta”, Walter Renna (nella foto a sinistra), amministratore Delegato di Fastweb ha insistito in modo particolare sull’aspetto degli investimenti. “La NewCo, ha detto, contribuirà all’evoluzione di questo settore strategico con investimenti significativi in fibra e 5G, servizi innovativi ICT e sicurezza delle infrastrutture, abilitando così una rapida trasformazione digitale delle famiglie, delle imprese e della Pubblica Amministrazione”.

Per Christoph Aeschlimann, ceo di Swisscom (a destra), ha commentato: “la logica industriale di questa fusione è molto solida. Fastweb e Vodafone Italia rappresentano una combinazione ideale per generare un elevato valore aggiunto per tutti gli stakeholder”. “Anche Swisscom, ha aggiunto, risulterà rafforzata nel suo complesso, consentendoci di continuare a effettuare investimenti significativi”.

Vodafone tra riorganizzazione e dividendo

Per Vodafone l’operazione è “il terzo e ultimo passo” nel percorso per “rimodellare” la sua presenza in Europa, come ha spiegato in una nota la ceo Margherita Della Valle. “Guardando al futuro, opereremo nei mercati in crescita, dove deteniamo posizioni forti, consentendoci di realizzare una crescita prevedibile e più forte (anche, ndr) in Europa. Ciò sarà accompagnato dalla nostra accelerazione nel B2B, mentre continuiamo a conquistare quote in un mercato dei servizi digitali”, ha aggiunto. La vendita di Vodafone Italia a Swisscom “crea un valore significativo per Vodafone e garantisce all’azienda il mantenimento della leadership posizione in Italia, costruita grazie all’impegno dedicato dei nostri colleghi”.

Con i proventi della cessione degli asset italiani e spagnoli, Vodafone intende premiare gli azionisti con 4 miliardi di redistribuzione. “Le operazioni in Italia e Spagna forniranno 12 miliardi di euro di proventi anticipati in contanti e intendiamo restituire 4 miliardi di euro agli azionisti tramite riacquisti, come parte della nostra più ampia revisione dell’allocazione del capitale”, ha puntualizzato.

Le ragioni della cessione

In Italia, ha spiegato ancora il gruppo, “non era possibile raggiungere un ROCE (return on capital employed”) superiore al costo del capitale”. Al termine delle trattative, spiega in una nota, Vodafone Italia è stata valutata un multiplo di circa 7,6 volte l’EbitdaaL e di 26 volte l’operating free cash flow eatteso per il 2024, la valutazione quest’ultima “più alto di qualsiasi transazione di mercato Vodafone degli ultimi 10 anni”.

(Nella foto, da sinistra Walter Renna, Margherita Della Valle e Christoph Aeschlimann)