L'amministratore delegato di A2A Renato Mazzoncini (sin.) con il CFO Luca Moroni (Foto ANSA/MATTEO BAZZI)

A2A, 2023 da record e 22 miliardi di investimenti al 2035

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Mazzoncini: “Servono per la transizione ecologica”. L’azienda verso un utile a quota 1 miliardo 

A2A archivia un 2023 da record e guarda al futuro con il nuovo piano strategico al 2035 che prevede investimenti per 22 miliardi di euro. Tra gli obiettivi finanziari ci sono l’utile netto che supera un miliardo di euro a fine piano ed un dividendo in crescita del 3% all’anno. “Per la transizione ecologica servono gli investimenti. Saremo in grado di creare valore e rendimenti ai nostri azionisti”, afferma l’amministratore delegato Renato Mazzoncini.

La nuova strategia industriale ha come pilastri fondamentali l’economia circolare e la transizione energetica che guidano il piano di investimenti che si concentra su infrastrutture, persone e imprese, decarbonizzazione e sviluppo. Per l’economia circolare sono destinati 6 miliardi per il ciclo dei rifiuti e quello idrico integrato e il teleriscaldamento. L’impegno per la transizione energetica si concretizza con 16 miliardi per favorire l’elettrificazione dei consumi e lo sviluppo della rete di distribuzione elettrica, delle rinnovabili e dell’energia flessibile. Investimenti che “arrivano interamente dai nostri flussi di cassa e senza finanziamenti pubblici”, aggiunge Mazzoncini. Con questi interventi si punta ad arrivare a fine piano con oltre 5 milioni di clienti di gas e elettricità e di trattare oltre 7 milioni di tonnellate rifiuti. Nel settore della distribuzione elettrica è prevista una forte crescita grazie anche alla recente operazione con Enel per l’acquisizione di una parte della rete in Lombardia per 1,2 miliardi, definito sulla base di un valore d’impresa (riferito al 100%) pari a circa 1,35 miliardi di euro.

“Abbiamo investito per questa acquisizione 1,2 miliardi e prevendiamo altri 1,4 miliardi al 2035 per lo sviluppo”, annuncia l’amministratore delegato di A2A. L’operazione sarà finanziata per il 50% con i “nostri flussi di cassa – afferma – e per il restante 50% con un meccanismo che guarda a investitori passivi. Abbiamo individuato alcuni asset, infatti su cui possiamo aprire una quota di minoranza ad investitori passivi. Non necessariamente deve essere per le reti perché banalmente può essere anche l’ambiente”. C’è attenzione anche per le aste di Terna “sullo storage su cui stiamo lavorando”, conclude il top manager. Da un punto di vista finanziario il 2023 si è chiuso con numeri da record. L’utile netto si è attestato a 659 milioni di euro (+64%) ed i ricavi a 14,76 miliardi. Il dividendo sale a 0,0958 euro per azione, in aumento del 6%, rispetto al 2022. Il nuovo piano strategico punta a un margine operativo lordo in crescita a 3,2 miliardi e l’utile netto oltre un miliardo nel 2035.