Mantenendo quanto aveva promesso di fare qualche giorno fa, Elon Musk ha pubblicato il codice dietro al suo chatbot di intelligenza artificiale Grok, la rivale di ChatGPT, lanciato lo scorso anno e attualmente disponibile negli Stati Uniti su abbonamento.
Si allarga la distanza da OpenAI
Forte sostenitore dell’open-source (al punto che alcuni brevetti di Tesla sono aperti), Musk più volte ha ribadito la sua convinzione che una tecnologia così importante come l’AI non possa essere controllata unicamente da giganti come Google e Microsoft.
La sua decisione su Grok, dunque, non può far altro che alimentare ulteriormente il dibattito sulla tecnologia e allargare lo scontro con OpenAI, accusata di badare solo al profitto.
Chi lo ha fatto prima di Musk
Ma laxAI non è la prima società a seguire questa strada. Tra le aziende che hanno aperto alcuni dei loro modelli di intelligenza artificiale ci sono LLaMa, Mistral, Falcon e AI2 di Meta.
A febbraio anche Google ha rilasciato due nuovi modelli aperti: Gemma2B e Gemma7B.



















