Agi agli Angelucci scatena una valanga di reazioni politiche

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Eni sembra vicina a vendere l’Agi ad Antonio Angelucci uno degli uomini più potenti della sanità privata laziale grazie alle sue cliniche private ed è già proprietario di un polo editoriale con i principali quotidiani della destra italiana (Il Giornale, Libero e Il Tempo).

Un’operazione che – oltre ad aver scatenato le preoccupazioni dei giornalisti dell’agenzia che hanno dichiarato due giorni di sciopero – non può non assumere risvolti politici poichè Angelucci è anche un deputato della Lega (dopo una lunga carriera parlamentare in Forza Italia).

Qui di seguito alcune agenzie che riprendono le reazioni di esponenti politici alle voci di acquisto di Agi da parte degli Angelucci.

Picierno, ‘vicina a lavoratori Agi, no a opzioni che minacciano terzietà’

“Sono vicina ai lavoratori dell’Agi che in queste ore sono in sciopero contro l’ipotesi di vendita a un senatore del centrodestra. L’Agenzia rappresenta da oltre 70 anni un esempio virtuoso di informazione libera, indipendente e plurale. Per questo bisogna scongiurare ogni opzione che ne minacci la terzietà e ogni ipotesi di riduzione dell’organico. Salvaguardia dei livelli occupazionali e tutela dell’autonomia professionale rappresentano le priorità ineludibili”. Lo afferma la Vicepresidente del Parlamento Europeo Pina Picierno.

Floridia (M5S), sostegno a giornalisti Agi in sciopero contro vendita


“Il sistema dell’informazione italiana ha bisogno di più indipendenza, più pluralismo, meno ombre legate a interessi degli editori e a possibili conflitti di interesse. La possibile acquisizione dell’Agi da parte del gruppo Angelucci va esattamente nella direzione opposta a questa. Esprimo pieno sostegno ai giornalisti di una delle principali agenzie stampa italiane che hanno indetto uno sciopero che ha una valenza che va oltre il caso specifico. Non possiamo permetterci simili situazioni proprio mentre l’Europa emana un regolamento come il Media Freedom Act che traccia una strada evidentemente lontana da questo tipo di operazioni e mentre dal Presidente Mattarella a più riprese sono giunti moniti sulla libertà di stampa, essenziale per la vita democratica del Paese”. Così la senatrice M5S Barbara Floridia, presidente della commissione di vigilanza Rai.

Pd Vigilanza Rai, ‘governo chiarisca su ipotesi vendita Agi’

“Il governo scongiuri la vendita dell’Agi al senatore della Lega Angelucci. I giornalisti dell’Agi si sono sempre contraddistinti per correttezza dell’informazione e imparzialità. A loro esprimiamo la nostra piu sentita solidarietà. Abbiamo presentato sia alla Camera che al Senato una interrogazione al ministro Giorgetti per fare chiarezza sulle indiscrezioni di una vendita dell’azienda da parte dell’Eni controllata dal ministero dell’Economia ad un collega di partito del ministro Giorgetti. Siamo di fronte ad una miriade di conflitti di interesse, sarebbe uno scandalo senza precedenti. Il Governo deve chiarire immediatamente e soprattutto dare delle risposte chiare su di una vicenda molto poco chiara e nebulosa”. Lo dichiarano i parlamentari Pd della commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai.

Ruotolo (Pd), ‘vendita Agi ad Angelucci è conflitto interessi inaccettabile’

“Ci giungono voci, sempre più insistenti, di una trattativa in stato avanzato tra il re delle cliniche private del Lazio, Antonio Angelucci che è anche editore di carta stampata, immobiliarista e parlamentare della Lega e l’Eni, per la vendita di un prezioso ramo d’azienda come l’agenzia di stampa Agi”. Dichiara Sandro Ruotolo responsabile informazione del Partito Democratico. “L’Agi, lo si ricorda, ha una storia di più di settant’anni e venderla ad un parlamentare dello stesso partito del ministro dell’Economia (che detiene l’importante controllo dell’Eni) è un cortocircuito incredibile, degno della peggiore Ungheria di Orban. Da mesi giace in Parlamento una interrogazione del Partito Democratico, a cui mai è stata data risposta. Chiediamo al Governo di smentire ufficialmente la vendita. Non permetteremo che l’Agenzia Agi diventi di proprietà di Angelucci. C’è un enorme conflitto di interessi e un attacco all’indipendenza delle agenzie di stampa”, conclude Ruotolo.

Tajani, ‘Angelucci l’ho incontrato per strada, su Agi non commento ipotesi’

“Ho incontrato Antonio Angelucci per strada, non è che avevo un appuntamento. L’ho incontrato perché stava andando a palazzo Chigi, stava uscendo dal Tempo: mi ha detto ‘ti vuole salutare il direttore del Tempo’ e ho salutato il direttore del Tempo, ma non mi sono occupato di questa vicenda”. Lo dice il ministro degli Esteri Antonio Tajani, interrogato a margine del prevertice Ppe, a Bruxelles, in merito alle ipotesi di vendita dell’agenzia Agi dall’Eni al gruppo Angelucci. “Non parlo di ipotesi, non tocca a me farlo”, taglia corto il segretario nazionale di Forza Italia.

Smeriglio (Avs), ‘Angelucci vuole l’Agi? Interrogazione a Bruxelles’

“Dalla stampa si apprende della volontà del deputato Antonio Angelucci, già editore di tre quotidiani italiani (Libero, Il Giornale e Il Tempo), di acquisire l’Agi, Agenzia Giornalistica Italia. Oltre ad essere la seconda agenzia italiana per dimensioni, l’Agi è controllata da Eni dal 1965, ha sedi in 15 capoluoghi italiani e una sede estera a Bruxelles e trasmette notiziari in sei lingue. Il corpo redazionale di Agi ha recentemente espresso forti preoccupazioni circa l’imminente acquisizione, mai ufficialmente smentita, che potrebbe mettere a rischio l’indipendenza e l’autonomia dei giornalisti. In mancanza di una risposta tempestiva circa le sorti dell’agenzia, la redazione è pronta a 5 giorni di sciopero. Alla luce di questa situazione ho presentato un’interrogazione alla Commissione europea per sapere se sia al corrente di questa situazione, e quali azioni intenderà intraprende nel caso di mancato rispetto dell’indipendenza editoriale dell’agenzia alla luce del regolamento che istituisce la legge europea sulla libertà dei media”. Così in una nota l’eurodeputato Avs, Massimiliano Smeriglio.

Serracchiani, ‘solidarietà a giornalisti Agi in sciopero’

“Esprimo solidarietà alle giornaliste e ai giornalisti dell’Agi, che hanno indetto due giorni di sciopero dopo le mancate risposte sul futuro dell’agenzia”. Lo dichiara l’onorevole Debora Serracchiani, parlamentare e responsabile Giustizia nella segreteria nazionale del Pd. “I giornalisti Agi in questi anni hanno sempre garantito il pluralismo e un’informazione di qualità” afferma la deputata dem, sottolineando che “l’ipotesi di vendere Agi deve essere scongiurata e anche il Governo deve porre attenzione nei confronti di una agenzia di stampa che si è sempre contraddistinta per la sua indipendenza. Stiamo con i giornalisti dell’Agi e sosteniamo la loro mobilitazione”.

Borghi (Iv), solidarietà a giornalisti Agi, si tuteli occupazione


“Facciamo nostre le preoccupazioni dei giornalisti dell’Agenzia Giornalistica Italia per le voci di compravendita che si rincorrono in questi giorni e espriamo loro solidarietà per la loro protesta. La tutela dell’occupazione deve essere al primo posto in qualsiasi ipotesi di cambio di proprietà dell’Agi, senza incertezze. Le agenzie di stampa costituiscono un importante presidio di democrazia e una garanzia di corretta informazione, che vanno difesi”. Lo afferma il senatore Enrico Borghi, capogruppo al Senato di Italia Viva.

Zanella (Avs), solidarietà a giornalisti Agi


– “La nostra più grande solidarietà ai giornaliste e alle giornaliste dell’agenzia giornalistica Agi da stasera in sciopero per il silenzio dell’Azienda circa il futuro assetto proprietario. L’informazione delle agenzie di stampa ha un carattere primario, esse provvedono alla raccolta delle informazioni: dunque vanno scongiurate forme di conflitto di interessi con poteri economici che potrebbero alterare il carattere indipendente delle notizie. Oggi abbiamo presentato una nostra interrogazione per chiedere al Governo di smentire quanto trapelato sul passaggio proprietario dell’Agi”. Così Luana Zanella, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra alla Camera.