Secolo XIX, giornalisti in sciopero. Gedi cerca un interlocutore sicuro per la vendita

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Oggi, 22 marzo, l’astensione. I giornalisti contro il silenzion dell’editrice che “non ha fatto chiarezza” sulle indiscrezioni e tace anche alle richieste di un piano industriale

Nessun aggiornamento sul sito e giornale assente dalle edicole sabato 23 marzo. I giornalisti del Secolo XIX sono in sciopero. “Il silenzio di Gedi su investimenti e voci di cessione è inaccettabile”, si legge in una nota che annuncia l’astensione e ne spiega le motivazioni.
Da tempo la testata è al centro di voci che ne vedrebbero vicina la cessione. “Il Secolo XIX non si svende”, scrivono ancora i giornalisti che alla fine della scorsa settimana avevano già proclamato lo stato di agitazione, affidando al Cdr un pacchetto di 5 giorni di sciopero.

Secondo quanto risulta a Prima Comunicazione, l’editore ha deciso di mettere in vendita la testata.
Le manifestazioni di interesse ci sono, ma al momento sono confuse, e non sembrano dare nessun tipo di sicurezza. L’intento di Gedi, infatti, è trovare un compratore affidabile, che sia in grado di garantire al Secolo XIX di mantenere il suo ruolo di riferimento nel panorama informativo ligure.

Solidarietà dalla Fnsi

Solidarietà è arrivata dalla Fnsi. “Il Secolo XIX merita l’attenzione dell’editore per quanto riguarda gli investimenti chiesti da una redazione che ha voglia di rilancio”, ha scritto la segretaria generale Alessandra Costante, lei stessa giornalista della testata ligure.
“Sono preoccupanti, ha aggiunto, le voci di eventuali cordate interessate all’acquisizione del giornale, che invece merita di andare in mano a editori capaci di garantire lo stesso pluralismo e la stessa solidità economica di Gedi”.

La nota dei giornalisti del Secolo XIX

Care lettrici e cari lettori, i giornalisti del Secolo XIX scioperano: sabato 23 marzo il giornale non sarà in edicola e venerdì 22 marzo non verrà aggiornato il sito. La decisione è stata presa all’unanimità dall’assemblea dei giornalisti dopo che la redazione, nei giorni scorsi, aveva già proclamato uno stato di agitazione e affidato al Cdr un pacchetto di cinque giorni di sciopero. Nonostante le formali e reiterate richieste da parte della rappresentanza sindacale, infatti, l’azienda non ha fatto alcuna chiarezza in merito alle insistenti e continue indiscrezioni di stampa relative a una possibile vendita del Decimonono.

Non solo: il gruppo Gedi, anche in questo caso nonostante ripetuti solleciti, non ha presentato un piano di investimenti per il giornale che, in forma cartacea e digitale, rappresenta la voce di Genova e della Liguria da quasi 140 anni. Per la redazione del Secolo XIX, che con orgoglio rappresenta questa testata, il silenzio dell’editore è inaccettabile. Si tratta, in primis, di una mancanza di rispetto nei confronti della redazione, dei suoi lettori e della storia di un quotidiano che negli anni ha consolidato la sua posizione di leader nell’informazione regionale e da sempre è riconosciuto come testata di rilievo nazionale grazie alla professionalità e all’autorevolezza dei suoi giornalisti.

Ai vertici di Gedi ricordiamo che il Decimonono offre contributi di qualità a tutto il gruppo e dal 1886 è la voce libera, autonoma e indipendente di un territorio e di una popolazione che consideriamo a tutti gli effetti il nostro naturale editore. I giornalisti del Secolo XIX continueranno a mettere in campo tutte le azioni necessarie per la salvaguardia e la tutela della propria testata sino a quando non arriveranno precise risposte alle richieste avanzate. All’editore ricordiamo inoltre che, qualora Gedi dovesse cedere la proprietà del giornale, la redazione non sarebbe disposta ad accettare soluzioni di basso cabotaggio ma solo ipotesi di soggetti di dimensioni, capacità, posizionamento, visione e volontà di investimenti coerenti con la nostra storia. Il Secolo XIX non si svende.