Un Manifesto per rendere l’Italia digitale

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Dare a tutti le stesse possibilità di accedere alla tecnologia. Istituire un Ministero per il Digitale (con portafoglio). Colmare, finalmente, il gap digitale dell’Italia rispetto agli altri Paesi.
Sono questi alcuni dei punti del Manifesto per l’Italia Digitale presentati ieri, 21 marzo, in una conferenza stampa alla Camera dei Deputati dalla Fondazione Italia Digitale.
Una raccolta in 11 punti di priorità, opportunità e policy per aiutare l’Italia “a compiere un necessario salto e a governare la rivoluzione digitale in corso”, spiega Francesco Di Costanzo, presidente della Fondazione.

I temi

Digitale popolare, cultura e educazione al digitale, competenze, infrastrutture, modernizzazione del mercato del lavoro, un ministero dedicato, sì alle regole ma con una vera politica industriale e capacità di competere. E, ancora, PA digitale, govtech, wallet europeo, accessibilità, inclusione, diritti, sostenibilità, riconoscimento professionalità, una nuova legge per la comunicazione pubblica. Questi i temi al centro del manifesto, che guarda anche a intelligenza artificiale, metaverso, automazione, blockchain, cybersecurity, privacy.
Il documento è aperto a integrazioni e alle sollecitazioni che verranno da parte di chiunque voglia dare un contributo.

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Apre la “vita italiana al digitale, così come la chiama la presidente Meloni”, ha dichiarato il Presidente della Commissione Cultura della Camera e deputato di Fratelli d’Italia Federico Mollicone, che
ha ricordato il miliardo di euro di investimenti stanziato dal Governo, grazie all’impegno di Cassa Depositi e Prestiti.
La vice presidente della Camera Anna Ascani ha sottolineato la necessità di “avere uno sguardo lungo sull’innovazione, che non si può governare a posteriori, mettendo insieme la consapevolezza del rischio e massimizzando le opportunità”.

Per il deputato di Forza Italia Nazario Pagano si dovrebbe pensare di “introdurre in Costituzione l’accesso al digitale così come già fatto per l’ambiente e per lo sport”. Le nuove tecnologie possono essere utili a “rigenerare la struttura sociale di tutte le aree interne e periferiche, dove perdiamo opportunità che potrebbero derivare dal nomadismo digitale”, ha sottolineato la deputata del Movimento Cinque Stelle Anna Laura Orrico.
Il deputato di Italia Viva Mauro Del Barba ha ricordato che in questo momento “le istituzioni inseguono il
digitale”. Il deputato della Lega Giulio Centemero ha posto l’accento sull’educazione STEM”. La deputata di Azione Giulia Pastorella ha invece posto l’attenzione sulla necessità di un “Ministero dell’Innovazione e del Digitale”.

In un percorso rapido e in continuo cambiamento, un settore che (secondo le ultime ricerche) oggi vale 400 miliardi nel mondo, 116 solo in Europa e che nel 2028 varrà un trilione di dollari, l’Italia sta dimostrando di voler restare al passo dell’Europa. Dandosi delle regole e degli obiettivi. Per essere protagonisti e non solo turisti dell’innovazione.