Assange, attesa per il verdetto sull’ultimo appello

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E’ atteso per domani, 26 marzo, il verdetto dell’Alta Corte di Londra sull’appello finale della difesa di Julian Assange, giornalista australiano e cofondatore di WikiLeaks, contro la sua contestatissima procedura di estradizione dal Regno Unito negli Usa.
Stando all’ordine del giorno della corte, la pronuncia della sentenza inizierà a partire dalle 10.30 locali, le 11.30 in Italia.

Un mese per decidere

I giudici dell’Alta Corte, rileva Ansa, si sono presi più di un mese, dopo i due giorni di udienza in febbraio, per considerare le argomentazioni dei legali dell’attivista australiano, incentrate sull’idea di “una persecuzione contro la legittima attività giornalistica” del loro assistito che rischia di vedersi negati i suoi diritti davanti alla giustizia americana con tanto di condanna sproporzionata, e quelle delle autorità statunitensi, decise a perseguire chi a loro avviso è andato “oltre i limiti del giornalismo”, rispetto al ricorso contro il rifiuto di primo grado a riaprire il caso.

Qualora perdesse anche questo appello finale, Assange, salvo ricorsi in extremis alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, potrebbe venire estradato negli Usa nel giro di qualche settimana. Una volta negli Stati Uniti l’attivista rischia di ricevere una pena ‘monstre’ di 175 anni di reclusione.
Stando a quanto affermato dalla moglie Stella, infatti, Assange non riuscirebbe a sopravvivere alle condizioni di detenzione delle celle americane.
Una svolta potrebbe arrivare anche dal dipartimento di giustizia Usa. Nei giorni scorsi il Wall Street Journal ha segnalato che si starebbe valutando se consentire al 52enne di dichiararsi colpevole dell’accusa meno grave, aprendo alla possibilità di un accordo che potrebbe portare al suo rilascio.