Caso Assange: Londra concede appello contro l’estradizione in America

Condividi

Via libera a un ultimo tentativo per evitare la consegna alle autorità Usa.
Da Londra chieste garanzie su rispetto dei diritti

Julian Assange ha ancora una carta da giocare per cercare di sfuggire alla contestatissima estradizione in America, che gli danno la caccia da quasi 15 anni per aver diffuso documenti riservati del Pentagono e del Dipartimento di Stato contenenti non poche rivelazioni imbarazzanti.

L’Alta Corte di Londra ha dato oggi il via libera all’istanza della difesa del giornalista australiano e cofondatore di WikiLeaks – respinta in primo grado – per un ulteriore, estremo appello di fronte alla giustizia britannica contro la consegna alle autorità d’oltre Oceano.

Garanzie dagli Usa

I giudici di secondo grado, Victoria Sharp e Adam Johnson, si sono presi più di un mese, dopo i due giorni di udienza in febbraio, per considerare le argomentazioni dei legali dell’attivista australiano, incentrate sull’idea di “una persecuzione contro la legittima attività giornalistica” e il rischio di una serie di diritti negati davanti alla giustizia americana con l’incubo di una condanna ‘monstre’ di 175 anni di carcere, e quelle delle autorità statunitensi, decise a perseguire chi a loro avviso è andato “oltre i limiti del giornalismo”.

Ora hanno fissato il nuovo appello per maggio, giudicando non infondate le argomentazioni della difesa sui timori per la vita di Assange. A meno che nelle prossime tre settimane le autorità americane e britanniche non siano in grado di produrre “rassicurazioni” ulteriori e più affidabili in materia, come si legge nel dispositivo.
Rassicurazioni riguardanti il trattamento da parte della giustizia Usa, e quindi la possibilità da parte del cofondatore di Wikileaks di potersi appellare al Primo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti sulla tutela della libertà di espressione oltre alla garanzia di non venire condannato a morte.

Odg soddisfatto

Il presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Carlo Bartoli, ha espresso “soddisfazione per la decisione dell’Alta Corte di Londra che ha dato il via libera, seppur condizionato, all’appello finale della difesa di Julian Assange”.
“Assange, cui il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti ha dato la tessera onoraria – ha affermato Bartoli – potrà quindi far valere le sue ragioni. La sua colpa è stata quella di aver svolto a testa alta il compito di ogni giornalista: diffondere le notizie di interesse pubblico. La vicenda di Assange è cruciale per la libertà di stampa e per la tenuta della democrazia”.