‘THR Roma’ in sciopero. L’editore: abbiamo un problema di liquidità

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I giornalisti di The Hollywood Reporter Roma – testata da poco diretta da Boris Sollazzo dopo l’uscita a febbraio di di Concita De Gregorio – hanno proclamato cinque giorni di sciopero per lanciare l’allarme “riguardo la tenuta e le prospettive del giornale a fronte di criticità che ogni giorno aumentano anziché diminuire”.

Nel documento approvato ieri dall’assemblea della testata – e ripreso da Adnkronos – si legge che “per l’ennesima volta si registra un ritardo molto grave nel pagamento degli stipendi, accrescendo le già immense difficoltà economiche di tutti i redattori e dei collaboratori, e questo nonostante le promesse e gli annunci ribaditi più volte dall’editore di una imminente normalizzazione dei versamenti e di una messa in sicurezza del quadro economico dell’impresa”.

“Finora – prosegue il documento – i giornalisti di THR Roma hanno dimostrato una straordinaria resilienza per non dire abnegazione, senza badare a orari e mettendo in atto un impegno che è dimostrato dai fatti, ossia dai risultati che il giornale ha raggiunto in pochi mesi (un risultato riconosciuto ad ogni livello, anche presso la casa madre THR Usa), un impegno andato ben oltre le aspettative, passando senza soluzione di continuità dalla Mostra del Cinema di Venezia alla Festa di Roma e al Torino Film Festival, realizzando al contempo tre numeri della rivista cartacea, mandati alle stampe senza che l’operatività del sito ne risentisse in alcun modo. I giornalisti di THR Roma chiedono pertanto con forza di ottenere risposte rapide e chiare sulle prospettive del giornale, alla realizzazione del quale lavorano con così tanto impegno e, appunto, abnegazione. Ma, innanzitutto, pretendono il saldo in tempo brevissimo delle mensilità ancora scoperte, nonché il pagamento dei collaboratori a scrittura privata che contribuiscono con tanta determinazione alla fattura del giornale, oltreché il saldo dei contributors esterni. Al tempo stesso si rende ineludibile da parte dell’editore l’esposizione di un piano industriale coerente che offra un reale orizzonte alla testata. A fronte dell’ennesimo e gravissimo rinvio, mentre sono state disattese tutte le scadenze indicate dalla stessa azienda, la pazienza dei giornalisti di THR Roma è terminata. Pertanto, la redazione proclama a partire dal 27 marzo cinque giorni di sciopero precedentemente affidati al fiduciario sindacale”.

Al documento dell’assemblea ha risposto l’editore Gian Marco Sandri ammettendo di avere “un problema di liquidità” e sottolineando: “The Hollywood Reporter Roma è un brand molto giovane che ancora non ha compiuto un anno di attività. Come editore ed imprenditore sin dall’inizio ho scelto di avviare un progetto che fosse più di una semplice start up, investendo con fondi personali oltre 1,8 milioni di euro per avviare un progetto solido portando a bordo professionalità importanti e scegliendo la forma più importante e tutelata di rapporto di lavoro che è l’assunzione. Abbiamo realizzato nel corso del primo esercizio tantissime attività editoriali e sul territorio che ci hanno portato ad un posizionamento distintivo”.

“Il nostro modello di sostenibilità, diverso dallo standard italiano - ha proseguito l’editore – sta andando a regime più lentamente di quello che avevamo previsto perché comporta uno sviluppo di progetti a lungo termine con partner che non sono quelli della vendita tradizionale di pubblicità. Abbiamo inoltre registrato dei ritardi di pagamento di alcuni dei nostri clienti che nell’avviamento del progetto hanno creato indubbiamente delle difficoltà e abbiamo affrontato e risolto problemi tecnici che hanno assorbito risorse non previste. Nonostante ciò, abbiamo proceduto alla stabilizzazione di molti rapporti lavorativi, preferendo assumere, e dare sicurezza contrattuale, alle professionalità di cui si arricchisce quotidianamente la nostra redazione, a fronte di un incremento di costi contabili e fiscali peculiari del mercato del lavoro italiano. Ciò ha consentito loro la possibilità di dialogare e relazionarsi quotidianamente, con ampia libertà ed indipendenza giornalistica, con le redazioni internazionali, estendendo la diffusione dei loro articoli. Crediamo nell’operato di tutti i giornalisti e giornaliste che fanno stabilmente parte della nostra redazione, ed, in tal senso, il recente rinnovo di tutti i contratti della redazione, dei collaboratori più stretti, e le nuove assunzioni confermano una solidità della società e del progetto e della sua visione complessiva. Anche i collaboratori esterni, preziosi in questi mesi di avvio del progetto saranno oggetto a breve di un piano più strutturato e organizzato. L’organico da febbraio 2024 è quindi aumentato, andando in evidente controtendenza rispetto al mercato del lavoro nazionale che tende sempre più al downsizing per ridurre i costi aziendali”.

“Al momento – ha ammesso l’editore – abbiamo un problema di liquidità, lo stiamo affrontando certi di superarlo nelle prossime settimane. Purtroppo tutti conosciamo la situazione dell’editoria italiana e al momento anche il sistema bancario fa fatica a sostenere le aziende anche per la componente finanziaria dei costi di mantenimento più che di sviluppo. Prevediamo di andare a regime nel terzo trimestre 2024 dopo aver compiuto un anno di vita. Stiamo lavorando, non da oggi, per la risoluzione delle difficoltà, abbiamo identificato la soluzione, strutturale, che permetterà nei prossimi giorni il riallineamento delle esigenze dell’editore e della redazione”, ha concluso l’editore.