Agi, Cdr, Fnsi e Asr: manca trasparenza. Dossier in Commissione Europea

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In una nota congiunta, criticate le parole del Ministro Giorgetti al question time: affermazione “gravemente lesiva della professionalità e della terzietà” dei giornalisti

In 70 anni di storia (…) Agi e i suoi cronisti “hanno dimostrato di essere un presidio di informazione libera e indipendente con qualsiasi delle numerose maggioranze di governo che si sono succedute nel tempo”. Sono le parole con cui il Cdr di Agi, Fnsi e Stampa Romana hanno replicato a un passaggio delle dichiarazioni di Giancarlo Giorgetti nel question time del 27 marzo.
Affrontando la vicenda che vede l’agenzia – di cui Eni è editore – vicina al passaggio alla famiglia Angelucci aveva dichiarato: “è questione delicata che una società partecipata dallo Stato possegga una agenzia di stampa, poiché questo potrebbe alimentare dubbi sulla effettiva libertà di informazione della stessa”.
Parole che hanno scatenato la replica. Ecco di seguito la nota congiunta completa, nella quale iornalisti e sindacato hanno replicato anche ad altre considerazioni del ministro sul futuro dell’agenzia.

Affermazione “gravemente lesiva”

Il Cdr dell’Agi, la Fnsi e Stampa Romana ritengono gravemente lesiva della professionalità e della terzietà dimostrate nei decenni dai giornalisti della testata l’affermazione fatta al question time dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, secondo cui “è questione delicata che una società partecipata dallo Stato possegga una agenzia di stampa, poiché questo potrebbe alimentare dubbi sulla effettiva libertà di informazione della stessa”.

Nei 70 anni di storia dell’Agi all’interno di una partecipazione statale come Eni, detenuta in parte direttamente dallo stesso Mef, l’agenzia e i suoi cronisti hanno dimostrato di essere un presidio di informazione libera e indipendente con qualsiasi delle numerose maggioranze di governo che si sono succedute nel tempo.

Giorgetti ha, inoltre, sostenuto che il Mef “potrebbe esigere la massimizzazione del valore economico di un’eventuale alienazione”, tenuto conto anche “del fatto che le agenzie di stampa sono assegnatarie di corrispettivi da parte dello Stato” e che “le procedure devono sia soddisfare i requisiti di trasparenza, sia essere a carattere competitivo, sia garantire evidentemente i livelli occupazionali”.

Authority e Commissione UE coinvolte

Proprio l’assenza di trasparenza in questa operazione è stata sottolineata dal Cdr, dalla Fnsi e da Stampa Romana in ogni passaggio di una vertenza che li vedrà impegnati con ancora maggiore determinazione nelle prossime ore, insieme all’assemblea di redazione, nella difesa dell’autonomia e dell’indipendenza dell’Agi e del pluralismo dell’informazione. In questi giorni – sottolineano infine il Cdr dell’Agi, la Fnsi e Stampa Romana – sono state chiamate in causa in merito all’operazione diverse Authority: Anac, Antitrust, Agcom. Il dossier, vista la delicatezza e la gravità dei profili di trasparenza che investe, è giunto in Commissione europea”.