Liberty Media si compra anche la MotoGP

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Dopo la F1 il gruppo americano mette le mani anche sulle due ruote. Ma serve l’autorizzazione dalle autorità competenti in concorrenza

Dopo la Formula 1, nel portafoglio di Liberty Media entra anche il mondiale MotoGP. Dopo settimane di rumors, è ufficiale l’acquisizione di Dorna Sports, società proprietaria dei diritti commerciali e di immagine del campionato della massima cilindrata motociclistica, da parte del gruppo americano, che diventa così leader indiscusso degli sport motoristici.

Operazione da oltre 4 miliardi di euro

Nel dettaglio l’operazione da 4,2 miliardi di euro, debito compreso, e “dovrebbe” completarsi entro la fine del 2024 e oltre alla MotoGP, riguarda anche i mondiali Superbike e MotoE.
Liberty Media, già proprietaria della Formula 1 dal 2017, acquisirà, in contanti e in azioni, l’86% di Dorna Sports, mentre i manager della società madrilena (a partire dall’amministratore delegato, Carmelo ) manterranno il controllo delle restanti azioni.
“Siamo molto lieti di espandere il nostro portafoglio nel settore dello sport e dell’ intrattenimento con l’acquisizione del campionato MotoGP – ha commentato Greg Maffei, ceo del colosso statunitense. Si tratta di un business in crescita, generatore di importanti flussi di cassa e vogliamo farlo crescere ulteriormente per i fan della MotoGP, i team, i suoi partner commerciali ed i nostri azionisti”, ha promesso.

Da quando Liberty Media ha preso il controllo della Formula ha attuato una strategia di espansione, in particolare negli Stati Uniti, patria della Nascar e dell’IndyCar, con tre gare in questo paese nel 2023 e lo spettacolo come leitmotiv principale.
“Liberty ha un eccellente track record nello sviluppo di imprese sportive e non potremmo chiedere un partner migliore”, ha rilevato Ezpeleta.

Gli ostacoli possibili

Chi potrebbe mettere il bastone fra le ruote all’operazione sono le autorità competenti in materia di concorrenza e investimenti esteri in varie giurisdizioni, a cominciare da quelle Ue, che dovranno studiarla e dare il via libera.
Nel 2006, ad esempio, il fondo lussemburghese CVC fu costretto proprio dalla Commissione europea garante della concorrenza a vendere Dorna, già promotrice del campionato MotoGP, quando voleva acquisire la holding britannica che allora controllava la Formula 1.