Agi, secondo Reuters Eni valuta manifestazione di interesse. Giornalisti in sciopero

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Il 3 aprile manifestazione al Pantheon contro la cessione al gruppo che fa capo agli Angelucci.
E intanto gli eurodeputati del Pd interpellano la vicepresidente Ue Jourova

Eni ha in corso un’interlocuzione “preliminare e non esclusiva” con un soggetto che ha avanzato una manifestazione di interesse spontanea per Agi.
A confermare le voci che da settimane danno il futuro dell’agenzia stampa sempre più lontano dal gruppo energetico un portavoce della stessa Eni, ripreso dall’agenzia Reuters. Il gruppo, tra l’altro, sarebbe pronto a valutare “qualsiasi altra manifestazione di interesse che dovesse essere proposta da altri soggetti in questo momento”.

Gli interessati

Oltre a quello ormai noto della famiglia Angelucci, Reuters cita anche il gruppo Mondadori come poteziale interessato. Anche se al momento, ha ribadito l’agenzia, non sono arrivati commenti né dagli Angelucci, né da Segrate.

Agi tra sciopero e manifestazione

Intanto i giornalisti dell’agenzia continuano a ribadire la loro contrarietà alla cessione “al polo editoriale riconducibile al Gruppo Angelucci”. Per il 3 aprile, dalle 11 alle 13, hanno organizzato una manifestazione – con presenti anche i rappresentanti di Fnsi e Stampa Romana – a piazza della Rotonda, davanti al Pantheon.
In contemporanea, è stata indetta una nuova giornata di sciopero (quinta di un pacchetto che ne comprende altre quattro), “dalla mezzanotte del 3 aprile e per tutta la giornata”.

In difesa di autonomia e imparzialità

Da settimane, ricordano nella nota i giornalisti, l’assemblea di redazione dell’Agi domanda all’editore “di fare chiarezza sulla manifestazione di interesse pervenuta per il possibile acquisto dell’agenzia e chiede alle istituzioni come sia possibile che una società partecipata dello Stato possa cedere un suo ramo d’azienda – che percepisce fondi pubblici per le sue convenzioni – con una trattativa privata in assenza di un bando di gara a tutela della trasparenza dell’eventuale operazione”.
“I redattori dell’Agi si battono inoltre a difesa dell’autonomia e dell’imparzialità dell’informazione primaria. Nei giorni scorsi anche le istituzioni Ue hanno affrontato la vicenda, ricordando la recente entrata in vigore del Freedom Media Act”.

Gli europarlamentari del Pd scrivono a Jourova

Intanto a Bruxelles, la delegazione degli eurodeputati del Pd ha inviato una lettera alla vicepresidente della Commissione europea Věra Jourová, commissaria europea ai Valori e alla Trasparenza, proprio sul tema Agi.
“La manovra, è la tesi sostenuta dagli esponenti Pd, potrebbe mettere a rischio l’indipendenza e l’autonomia dei giornalisti”. “Più che un’acquisizione editoriale, hanno aggiunto, sembra trattarsi di una chiara operazione politica che porterà ad una preoccupante concentrazione dei media sotto il controllo politico. L’Eni, attuale editore dell’Agi, ha come azionista il ministero dell’Economia, guidato da un ministro dello stesso partito politico di Angelucci”.
“La Commissione, hanno chiesto infine, chiarisca quali azioni intende intraprendere in caso di mancato rispetto dell’indipendenza editoriale dell’Agenzia alla luce del regolamento che istituisce la legge europea sulla libertà dei media”.