Recep Tayyip Erdogan (foto LaPresse)

L’aria che tira nei giornali. E la debacle del gran sultano non è stato un pesce d’aprile

Condividi

Che belli i tempi in cui si potevano passare i due giorni di Pasqua e Pasquetta in tranquillità, quasi senza notizie. Invece il digitale, che martorizza i giornalisti addetti alle redazioni online, invade le nostre vite in qualsiasi momento dell’anno, con tutte le nefandezze che accadono nel mondo. Terrorizzandoci.
Netanyahu vuole chiudere Al Jazeera in Israele e poi bombarda l’ambasciata iraniana a Damasco, ammazzando un generale delle guardie rivoluzionarie, una vera dichiarazione di guerra anche all’Iran.
E che dire della inaspettata batosta elettorale alle amministrative subita da Erdogan in Turchia, il paese
considerato fino a ieri – ma domani chissà – la più munita roccaforte della Nato?
E poi, storditi, dobbiamo drizzare le orecchie sull’indagine in corso a Bruxelles nientedimeno che sulla commissaria Von Der Leyen e su una quantità di sms che lei avrebbe scambiato con la Pfizer, la più potente azienda farmaceutica del mondo, su un mare di vaccini anti covid che non si sa ancora bene che fine avrebbero fatto.

Alla fine possiamo rilassarci con le ultime notizie sulla ministra del Turismo Santanchè, coinvolta in quattro inchieste giudiziarie.
Venerdì la procura di Milano ha annunciato di aver concluso le indagini formulando l’ipotesi di truffa aggravata nei confronti dell’Inps, ma non c’è stato rinvio a giudizio.
Il caso riguarda irregolarità nella gestione dei fondi messi a disposizione dello Stato per la cosiddetta cassa integrazione Covid irregolarità riguarderebbero le società Visibilia Editore, guidata da Santanchè fino al 2022, e Visibilia Concessionaria.
Santanchè ha detto e ripetuto che non ha nessuna intenzione di dimettersi da ministro, scorrettamente
annunciate dal solito pesce d’aprile – meno male che esistono ancora – messo in circolo dall’opposizione.
Domani ci sarà alla Camera il voto di sfiducia sulla ministra e su Matteo Salvini, per faccende diverse. I giornali di oggi – chi di più e chi di meno – tengono botta anche su questo nella convinzione che, per farsi leggere, conta più Santanchè dell’ex gran sultano oggi a corto di elettori.

Intanto una piccolissima domanda da cittadino: quanto dovranno ancora aspettare gli elettori per conoscere i nomi dei capolista della maggioranza e dell’opposizione per le elezioni europee di giugno?