Stretta di Israele sulle tv straniere: Al Jazeera nel mirino

Condividi

L’emittente qatariota, accusata di essere “organo di propaganda di Hamas” sarà presto oscusara. Preoccupati Usa e Ue

Stretta del parlamento israeliano sui media. La Knesset ha dato il via libera ad una legge che stringe le maglie su tutte le emittenti straniere giudicate “una minaccia alla sicurezza” dello Stato ebraico.
Come prima conseguenza

Il bersaglio principale di questa operazione, caldeggiata da Benyamin Nethanyahu, è Al Jazeera, rete satellitare del Qatar arriva buona parte dell’informazione sulla guerra a Gaza dal fronte palestinese, che presto sarà oscurata. Netanyahu ha accusato l’emittente di essere “un organo di propaganda di Hamas e di aver partecipato attivamente al massacro del 7 ottobre”. Mentre l’esercito israeliano ha ripetutamente affermato che i giornalisti di Al Jazeera fossero “agenti terroristi”.

La norma

Il parlamento israeliano ha delineato il perimetro di intervento del governo, che d’ora in avanti potrà a ordinare ai “fornitori di contenuti” di cessare la trasmissione del canale, la chiusura degli uffici israeliani, la confisca delle apparecchiature e che il sito web sia messo offline. Gli ordini di chiusura avranno validità di 45 giorni ma potranno essere rinnovati per ulteriori periodi di 45 giorni.

Il ministro delle comunicazioni Shlomo Karhi, che dovrà formalizzare o meno il bando di una rete straniera, subito dopo il varo della legge ha assicurato che “non ci sarà più libertà di parola in Israele per il portavoce di Hamas”. E poi è stato ancora più esplicito: “Al Jazeera chiuderà nei prossimi giorni”.

La posizione di Al Jazeera

Il canale basato a Doha (dove risiede anche il leader di Hamas Ismaïl Haniyeh) ha al contrario sempre respinto le accuse di Israele, denunciando anzi le forze armate dello Stato ebraico di prendere di mira sistematicamente i suoi reporter nella Striscia. Proprio il capo dell’ufficio di Gaza, Wael al-Dahdouh, era stato ferito da un attacco israeliano a dicembre, in cui era rimasto ucciso un suo cameraman.

Preoccupazione intrnazionale

Davanti alla norma, Casa Bianca e Ue non hanno nascosto la loro preoccupazione. “Continuiamo a supportare la libertà di stampa”, il commento del Dipartimento di Stato americano.
Mentre da Bruxelles il portavoce del servizio per l’azione esterna ha ribadito la necessità di garantire la libertà di stampa “ovunque, anche nei contesti di guerra, dove il lavoro dei giornalisti e degli operatori dei media è essenziale per fornire al pubblico informazioni accurate e tempestive”.
“Dall’inizio del conflitto a Gaza, il 7 ottobre, troppi giornalisti hanno perso la vita e centinaia sono rimasti feriti, ha ricordato. Condanniamo fermamente gli omicidi dei giornalisti e ricordiamo la necessità di garantirne l’accesso, la sicurezza e la protezione in ogni momento”.