Prospettiva Terra, nuovi sensori e primi dati dagli alberi di BAM. Altri sponsor cercasi

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Presentate le novità e gli sviluppi del progetto firmato da Stefano Mancuso e realizzato con il supporto di Omnicom, McDonald’s, Henkel, Ricola, Fondazione Catella e Comune di Milano. Nei prossimi 18 mesi, 300 sensori IoT saranno posizionati su altrettante piante di BAM – Biblioteca degli Alberi di Milano. La ricerca di Annalect sulla sensibilità ai temi della sostenibilità e del climate change nelle grandi metropoli occidentali

Prospettiva Terra vuole diventare una realtà sempre più efficace nel contrasto al climate change. Piantati gli alberi e innestati i primi sensori, ora si tratta di implementare ulteriormente il progetto e metterlo al servizio di Milano e di tutte le altre comunità e realtà impegnate sul tema della sostenibilità e nella lotta al cambiamento climatico.

Il ruolo di Mancuso, Girelli, Comune di Milano e partner storici

Sono stati presentati oggi a Palazzo Marino gli ultimi sviluppi legati al progetto. Prospettiva Terra nasce da un’idea di Stefano Mancuso, Accademico, Professore universitario e divulgatore, e Marco Girelli, CEO di Omnicom Media Group Italia, agenzia leader nell’advertising, nel marketing e nei servizi di comunicazione a livello mondiale. Tra le realtà fondatrici di Prospettiva Terra ci sono poi McDonald’s, Henkel, Ricola, mentre hanno aderito inoltre Acone Associati e Publitalia’80. Collaborano, inoltre, alla realizzazione del progetto PNAT (in qualità di Science, Technology & Design Partner, che coordina gli aspetti tecnologici e l’elaborazione dei dati), Red Joint Film (in qualità di creative partner) e infine anche APCO Worldwide (per la comunicazione). 

Elena Grandi

Ad aprire la giornata è stata Elena Grandi, assessora all’ambiente e al verde di Palazzo Marino. Poi è toccato a Marco Girelli, ceo di Omnicom, spiegare il ruolo del gruppo che guida in questa iniziativa. Mentre Stefano Cervini, di Annalect, ha presentato gli esiti della ricerca “Milanesi e sostenibilità ambientale, un confronto con i cittadini di altre metropoli del mondo”.

Emerge che l’82% dei milanesi è preoccupato per il futuro dell’ecosistema e condivide questa sensazione con gli abitanti di New York e Los Angeles, mentre le altre città europee analizzate (Londra, Parigi, Berlino) sembrano essere meno allarmate.  

Da Milano a Los Angeles però tutti condividono il pensiero che le aziende debbano avere un ruolo attivo nel salvaguardare l’ambiente, a Milano il dato arriva al 94%, in linea con la media nazionale.

La relazione con i brand è cambiata e l’esigenza di fare del brand activism una colonna portante della relazione brand/persone è sempre più evidente, perché se un’azienda ha comportamenti poco sostenibili l’87% degli italiani, e anche dei Milanesi, dichiara che questo può avere un impatto sulle proprie scelte di consumo.

Il secondo attore fondamentale per promuovere la sostenibilità sono le istituzioni, che devono fare di più e devono dotarsi anche di forme di collaborazione nuove.

Infine, c’è la cittadinanza, che si dichiara disposta a contribuire con i propri comportamenti alla salvaguardia dell’ambiente, ad esempio riducendo i consumi o intervenendo sull’uso del condizionatore in estate. Milano su questi fronti si dimostra più attiva delle altre città europee e americane. A Los Angeles e New York, infatti, si dichiarano molto meno disposti a mettere in discussione a ridurre in generale i propri consumi e a limitare il proprio uso di aria condizionata e riscaldamento. Piantare più alberi viene unanimemente identificata come la soluzione più naturale per rendere più gestibile il problema. Camilla Pandolfi di PNAT e poi Stefano Mancuso, hanno spiegato come non sia un’opinione, ma un fatto scientifico che gli alberi e i dati che si ricavano dai sensori applicati nel progetto di Prospettiva Terra possano suggerire delle soluzioni ai problemi innescati dalla più grande crisi affrontata dal pianeta, quella del riscaldamento globale.

Stefano Mancuso

Meglio gli alberi che Musk

La filosofia, pragmatica, è quindi quella di produrre numeri e informazioni sui quali basare strategie e comportamenti atti a rendere il cambiamento accelerato in corso più gestibile. “Gli alberi, e non un’invenzione di Elon Musk, sono la soluzione migliore e più efficace a portata di mano. Non sono un rimedio fricchettone e alternativo al problema” ha sottolineato Mancuso. Che ha ricordato come dal 1960 ad oggi la temperatura media di Milano sia salita di ben 3,4 gradi.

Subito dopo è toccato dire la propria ad un panel formato da Francesca Colombo (dg BAM), Luca Molari (vp southern Europe di Ricola), Giorgia Favaro ( ad di McDondald’s Italia), Maura Panajia (da due mesi presidente e ad di Henkel Italia) e l’assessora Grandi.

Bisogna fare sistema e gli alberi sono il nostro futuro, è il concetto chiave trasmesso dalle aziende sponsor e dai vari player del progetto. Che hanno auspicato che altre marche e altri soggetti si affianchino a loro per portarlo avanti.

Dati sulla stabilità degli alberi

Tornando al Prospettiva terra, la giornata è servita anche ad annunciare l’installazione imminente di 300 sensori IoT – Internet of Things, sviluppati da Stefano Mancuso e PNAT posizionati su altrettante piante di BAM. I 300 sensori applicati sugli alberi del Parco in Portanuova potranno ottenere, in tempo reale, i dati dello stoccaggio di CO₂, della rimozione delle polveri sottili e della stabilità degli alberi. Quest’ultimo elemento è una novità assoluta nel panorama scientifico, dove la valutazione della stabilità è attualmente fatta prevalentemente tramite VTA, ovvero Visual Tree Assessment. I sensori saranno in grado, in particolare, di rilevare le frequenze di oscillazione della pianta nel tempo e di fornire preventivamente ulteriori dati utili per valutare il rischio di caduta o instabilità, rendendo più efficiente la gestione degli alberi urbani, a vantaggio della Pubblica Amministrazione. 

Dalle prime rilevazioni risulta che gli alberi di BAM, monitorati dal progetto, hanno stoccato 101 tonnellate di CO₂ mentre, solo nei primi 3 giorni di aprile, hanno rimosso 570 g di sostanze nocive e si stima arriveranno a 71 kg in un anno.  Il miglioramento della qualità dell’aria, generato dagli alberi del parco, può raggiungere picchi del 25-30% rispetto ad un’area non alberata.

Le aziende founder e tutti i partner del progetto, che ha ottenuto il patrocinio del Comune di Milano, hanno firmato oggi il Manifesto di Prospettiva Terra per sancire l’impegno a adottare una nuova prospettiva che promuova la solidarietà e il mutuo appoggio tra diverse realtà come forza propulsiva di progresso.