Agenzia Dire, Davide Vecchi nuovo direttore editoriale

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Agenzia in sciopero l’11 aprile per il pagamento degli stipendi di gennaio

Davide Vecchi è il nuovo direttore editoriale dell’Agenzia Dire. Ex direttore del Tempo e del gruppo Corriere (dell’Umbria, di Siena, di Arezzo, di Viterbo, di Rieti), ha un passato da giornalista di cronaca politica e giudiziaria tra Il Messaggero, Il Fatto Quotidiano e Adnkronos.
Invariata la struttura redazionale, con Nico Perrone nel ruolo di diretto responsabile per occuparsi della parte giornalistica e di coordinamento con i collaboratori.

In un momento delicato per la Dire, che negli ultimi mesi ha visto le sue attività scandite da scioperi e proteste, tra tagli, licenziamenti e mancato pagamento degli stipendi, il ruolo di Vecchi sarà di strategia.
Il suo compito, come si legge nella nota che annuncia la nomina, sarà infatti quello di “rendere il brand Dire maggiormente competitivo sul mercato dell’informazione primaria”, occupandosi di “organizzare eventi e confronti tematici, presenziando a momenti pubblici che vedranno coinvolta la Dire”.
“Sono certo che ci darà una grossa mano a rilanciare l’immagine della Dire. L’obiettivo è fare la differenza, ogni giorno sempre di più”, ha ribadito l’editore Stefano Valore di Villanueva de Castellòn.
“Credo che la Dire abbia un potenziale enorme, partendo dal consolidamento e dal rafforzamento del ruolo di agenzia di stampa nazionale tra le più importanti d’Italia”, le prime parole di Vecchi.

Agenzia in sciopero l’11 aprile

A conferma del momento difficile all’agenzia, il prossimo 11 aprile è stato programmato un nuovo sciopero. Alla base dell’astensione (che segue lo sciopero del 3 aprile), “la posizione di chiusura, da parte dell’azienda, rispetto alla richiesta di sanare in maniera definitiva la questione dei 17 giornalisti della sede di Roma sospesi dal lavoro la notte del 31 dicembre”.
“Si tratta delle prime due giornate di sciopero di un pacchetto di 5 giorni affidati dall’Assemblea al CdR”, ha ricordato il Cdr.

L’Assemblea dei redattori, con questa mobilitazione, chiede nuovamente che la Com.e, azienda editoriale proprietaria dell’agenzia Dire, paghi gli stipendi del mese di gennaio per intero anche ai colleghi che sono stati sospesi dal servizio dall’1 al 26 gennaio scorsi.
L’Assemblea, supportata dai sindacati, ritiene infatti illegittimo il provvedimento di sospensione e pertanto privo di effetti, come del resto dimostrato dalla regolare presenza al lavoro di tutti i colleghi interessati anche nel mese di gennaio. Il riscontro è evidente dai lanci di notiziario e dagli articoli del sito usciti, in gennaio, siglati e firmati anche dai colleghi destinatari di tale decisione.

L’Assemblea chiede inoltre all’azienda di proseguire con l’opera di reintegro dei colleghi licenziati a seguito del piano di esuberi dell’autunno scorso, di regolarizzare il pagamento degli stipendi (che ancora avviene in ritardo e in due o tre tranche) e di aprire una nuova stagione di rapporti costruttivi con le rappresentanze sindacali e il corpo redazionale nella sua interezza.

Dopo quasi due anni di solidarietà, con un taglio fino al 30% per gli stipendi di giornalisti e grafici, ci sono stati i licenziamenti arrivati il 28 dicembre. Poi con la vicenda del fermo amministrativo è arrivata la sospensione dei contributi da parte di Palazzo Chigi (sbloccata a fine gennaio). Poi le sospensioni.
I giornalisti dell’agenzia Dire, si conclude, vorrebbero poter guardare oltre una stagione conflittuale e di tensioni che non hanno cercato, e sperano di poterlo fare trovando una rinnovata disponibilità al dialogo da parte dell’editore”.