Tre giorni di pesto alla genovese in Darsena a Milano. La Liguria di Giovanni Toti prende per la gola

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Il maxi mortaio gonfiabile, simbolo della ricetta ligure più rappresentativa, svetterà sulla Darsena milanese dal 5 al 7 aprile. Una tre giorni tutta all’insegna del pesto, che i curiosi – si prevede la folla delle grandi occasioni – impareranno a preparare secondo tradizione: con pestello (in legno d’ulivo) e mortaio di marmo delle Apuane. Strumenti necessari per lavorare il basilico genovese Dop (quello rinomato di Prà, ma non solo: viene prodotto in tutta la Liguria), i pinoli, l’aglio, il formaggio Parmigiano Reggiano e pecorino sardo in parti uguali, un pizzico di sale grosso, olio extravergine di oliva ligure. Pochi ingredienti, che l’arte di fare il pesto sposa alla perfezione (la salsa verde brillante è la seconda più venduta al mondo per condire la pasta).

Come sul Tamigi a Londra

Naturalmente, nessuno si deve sentire inadeguato, o peggio credere di commettere sacrilegio, se fa il pesto con il frullatore, come succede di norma in ristoranti e trattorie. Gli stessi organizzatori del tour promozionale #Pesto Masterpiece of Liguria, dal presidente della regione Giovanni Toti (sopra, nella foto con Roberto Panizza) in giù, ammettono con un sorriso che ognuno è libero di fare come vuole, o ciò che ritiene più facile. In Darsena ci sarà però master Roberto Panizza, chef e ristoratore genovese, massino esperto di tradizioni ligure, virtuoso del metodo tradizionale.

Ogni anno organizza a Genova il Campionato Mondiale di Pesto al Mortaio, con finalisti provenienti da tutto il mondo (Milano è una tappa delle selezioni: in questo weekend la giuria deciderà chi passa per andare a pestare a Genova).

Il mortaio gonfiabile ha già raggiunto altre città, tra cui Londra, con un successo incredibile, anche sui social: chi mai resiste alla tentazione di farsi un “selfie al basilico”? Non sono mancate critiche da parte di chi considera di cattivo gusto, per intenderci stile da luna park, il mega mortaio di Toti e Panizza, ma un conto è la battaglia politica, un conto il gradimento del pubblico, sempre molto elevato, a Londra e nelle altre tappe, per esempio Sanremo e Sestriere. Milano non mancherà la conferma. Anche perché è la città capoluogo di una regione destinata a essere sempre più vicina alla Liguria, suo naturale sbocco al mare. Per merito dei grandi lavori avviati, ferroviari prima di tutto, che renderanno praticabile l’alta velocità (finalmente): Genova e Milano saranno i due poli di una grande “città comune”. Intanto, mentre la stessa Genova sta mutando volto, con colossali lavori sul fronte del porto, tra cui un’imponente galleria sottomarina che unirà levante e ponente del capoluogo ligure, la regione stretta e lunga (350 km di costa) si offre ai turisti lombardi con lo slogan “Liguria da baciare”.

Un bacio, perché no, al sapore di pesto (in Darsena ci saranno degustazioni gratuite di trofie ben condite), dunque d’aglio: il vero pesto lo prevede, poveri coloro che non sanno e lo preparano o lo comprano senza.