Il cinema italiano si mobilita: risorse e tempi certi. Serve dialogo con il governo

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Circa 1.500 tra attori, registi, sceneggiatori, produttori e tutti gli altri operatori della filiera cinematografica e audiovisiva si sono ritrovati oggi al cinema Adriano di Roma per chiedere ascolto al governo. Perchè, come recita il titolo dell’evento, per tutto il comparto “ci sia ancora un domani”.
Tante le associazioni di categoria presenti: 100Autori, Agici, Aic, Amc, Anac, Apa, Apai, Asc, Cartoon Italia, Cna – Cinema e Audiovisivo, Doc/it, Unione produttori Anica, Unita, Wgi. Con volti noti come Paolo Sorrentino, Fabrizio Gifuni, Valeria Golino, Paolo Virzì, Vittoria Puccini.

“La voce dell’industria cinematografica e audiovisiva indipendente si è fatta sentire: registi, sceneggiatori, agenti, attori, distributori, esportatori, festival, musicisti, produttori, tecnici. Tutti insieme, come non accadeva da tempo, per chiedere formalmente al ministro Gennaro Sangiuliano, al sottosegretario Lucia Borgonzoni e al direttore generale Nicola Borrelli di considerare urgentemente le proposte del settore e promuovere un incontro a breve per attuare le necessarie riforme in tempi rapidi” scrivono in una nota le principali associazioni di categoria che hanno organizzato l’iniziativa.
“Il settore necessita di certezze: delle regole, delle tempistiche e delle risorse” ribadiscono le organizzazioni che hanno come obiettivo anche quello di “continuare a tenere attivo il dialogo da tempo instaurato con le Istituzioni”, “con la ferma intenzione di correggere la narrazione a volte distorta che accompagna i temi caldi dei finanziamenti cinematografici”.

Le richieste

Tra le “certezze” richieste quelle sulle risorse e sulle regole e sulle tempistiche del tax credit, il mantenimento del livello di investimento pubblico sui contributi automatici, quelli assegnati ai produttori indipendenti sulla base del successo commerciale e artistico, con obbligo di reinvestimento in nuove opere cinematografiche e, per i contributi selettivi che venga data priorità ai più piccoli e ai film non ad alto budget e che i membri della commissione che decide sui contributi sia “di provata competenza” e scelta tra sceneggiatori, registi, produttori e le altre figure del settore.
Serve fare chiarezza al più presto su risorse, regole e tempistiche. Altrimenti anche gli investimenti esteri rischiano di essere dirottati in altri paesi.

“Le proposte sono dunque sul tavolo e le associazioni a disposizione delle istituzioni, nella speranza di poter continuare a tenere alta la bandiera del cinema italiano”, hanno aggiunto, ricordando anche l’intervento del Governo a difesa degli investimenti nel cinema indipendente italiano nella recente revisione del Tusma (Testo Unico sui Media). 

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Le voci dei protagonisti

“Da questa iniziativa emerge l’unità di tutte le voci che compongono questo comparto: questa à una cosa importante e una grande risorsa” ha detto la regista Francesca Comencini, ripresa da Ansa. Aggiungendo: “Chiediamo apertura e dialogo nei confronti di quella che è una eccellenza del made in Italy”.
“Lo faremo con pacatezze ma fermezza chiedendo soprattutto velocità alla pubblica amministrazione” aggiunge Andrea Occhipinti dal palco del cinema Adriano assieme, tra gli altri, a Pier Giorgio Bellocchio.
“Siamo qui per dire che esistiamo, che siamo un patrimonio del paese, una industria ricca che è cresciuta moltissimo negli ultimi anni e che deve continuare a crescere. Abbiamo la semplice necessità di essere ogni tanto ascoltati su delle semplici esigenze di un settore molto importante. Serve una collaborazione” spiega Benedetto Habib, presidente dell’Unione produttori Anica che precisa: “Non siamo preoccupati sulla modalità o sugli aspetti della rimodulazione del tax credit: siamo un po’ preoccupati su tempi e sugli aspetti di incertezza” della legge.

I numeri del settore

Sono 9.000 le imprese del settore, la stragrande maggioranza delle quali piccole e medie imprese, con 65.000 posti di lavoro diretti, 114.000 nelle filiere connesse.
Sono “numeri che testimoniano la grande dimensione del settore, che sviluppa un moltiplicatore economico di 3,54 di cui beneficia l’intera economia nazionale, oltre a creare e promuovere l’immagine del Paese nel mondo”, hanno ricordato gli organizzatori.