giornale quotidiano (Foto di Pop & Zebra su Unsplash)

Un prontuario per giornalisti che aiuta a capire e gestire l’informazione nell’era AI

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All’inizio fu una App – Chat GPT – che spalancò al grande pubblico le porte dell’Intelligenza artificiale, tra immagini fake, video impossibili e perfino un’intera “redazione” non umana. IA e giornalismo: un futuro distopico quindi? Il quarto potere è destinato a dissolversi? Da queste e altre domande è nato il Press Report 2024 – Speciale Intelligenza artificiale, ideato dal Gruppo cronisti lombardi e dal Sindacato cronisti romani e patrocinato dalla Fnsi (Federazione nazionale della stampa).

Esperti, direttori di giornali, sindacalisti si confrontano su un fenomeno destinato a rivoluzionare la comunicazione, l’Informazione e l’entertainment, sulla base di un Rapporto aggiornato che fa il punto sulle enormi potenzialità tecniche della IA e sulla conseguente capacità di generare disinformazione, sfruttamento del lavoro, danni all’ambiente.

PRESS REPORT 2024 (PDF)

PRESS-REPORT-2024


Nel dossier una selezione delle ultime notizie, dalla denuncia del New York Times contro Microsoft e OpenAI al caso dell’aggregatore di notizie preferito a una redazione (prima vertenza italiana, in Lombardia). Tra gli interventi ospitati, quelli di Luciano Fontana, Roberto Pacchetti, Stefano Polli, Giuseppe Giulietti, Vittorio Roidi, Riccardo Luna.


“È necessario colmare almeno in parte, e prima possibile, il vuoto di informazioni sulla IA – spiegano i rappresentanti dei cronisti della Lombardia e del Lazio – perché senza una conoscenza diffusa dell’argomento si rischia un dibattito sterile o fuorviante. Ecco quindi un prontuario, una sintesi chiara, commenti autorevoli e spunti di approfondimento, che fungano da base di ulteriori confronti. L’Intelligenza artificiale potrà essere gestita e rivelarsi persino uno strumento di lavoro utile a condizione di far prevalere il fattore umano, con tutto il suo bagaglio di capacità analitica, sensibilità e lavoro sul campo, caratteristiche che nella nostra professione sono impersonate in prima battuta dai cronisti”.