Alleanza smart

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In Lombardia pubblico e privati ragionano sulla mobilità sostenibile e il presidente Fontana pensa a una smart land

“Abbiamo bisogno di una Regione che consenta ai cittadini di muoversi in tutti i territori, anche i più remoti, nel modo più efficiente e sostenibile”. È con queste parole che il presidente della Regione Attilio Fontana ha aperto l’8 aprile a Palazzo Lombardia la conferenza dal titolo ‘Smart Mobility Alliance’, prima tappa di un percorso che si concluderà il 26 novembre, in occasione della prima edizione della ‘Giornata mondiale del trasporto sostenibile’ proclamata dell’Onu.

Dove migliorare

Per realizzare l’obiettivo di un trasporto sostenibile, occorre rifarsi al concetto di smart city, anzi, come ha indicato lo stesso Fontana, di smart land: un intero territorio che si rende più “intelligente” grazie all’uso della tecnologia. I temi elencati nella risoluzione Onu sono il miglioramento del trasporto intermodale (cioè l’uso combinato di differenti mezzi di trasporto), la promozione di soluzioni di trasporto ecologiche e lo sviluppo di infrastrutture di trasporto socialmente inclusive.

“In Lombardia c’è un deficit di infrastrutture su ferro, dovuto a una mancanza di investimenti da parte di Rfi”, ha dichiarato Fontana, mentre l’assessore ai Trasporti, Franco Lucente, ha parlato del progetto di bigliettazione elettronica, un’unica piattaforma digitale sulla quale sarà possibile acquistare i biglietti per il trasporto in tutta la Regione. “Nel 2023 in Lombardia si sono mossi 19 milioni di turisti, abituati a una mobilità sostenibile”, ha sottolineato Barbara Mazzali, assessore al Turismo, marketing territoriale e moda. “Teniamoli lontani dalle strade, facciamo utilizzare le bici e i mezzi pubblici”.

Le auto elettriche

Quanto alle auto elettriche, la Lombardia si conferma la prima Regione in Italia per punti di ricarica (9.395 su un totale in Italia di 50.678, dati Motus-e), ma “occorrono anche sistemi operativi che comunichino sempre di più con la macchina”, come ha sottolineato Paolo Martini, head of eMobility recharge solutions di Eni Plenitude, che ha 20mila punti di ricarica sul territorio italiano e un’app che li individua e li connette. Secondo Pasquale Sessa, vicepresidente Giovani di Confindustria, la tecnologia c’è, ma le auto hanno ancora un’autonomia limitata e occorre investire per creare una vera filiera.
Ma l’elettrico non basta, occorre guardare ai biocarburanti e all’idrogeno. “A stabilire chi vincerà tra le diverse forme di combustibili sarà il mercato” ha affermato Giovanni Tagliabue di Edison Next.

Tanti gli interventi, un po’ sintetici e slegati tra loro, ma che hanno comunque dato l’idea della ricchezza di interlocutori pubblici e privati, che messi insieme potrebbero davvero dare vita a questa “alleanza” prospettata dal titolo del convegno. Tra essi anche Atlante Italia, operatore di servizi di ricarica, Nhood, società di rigenerazione urbana, INTI reti di impresa e l’impresa sociale Social Greenway con il progetto Stazione Radio.

Start up e università

Solo due le startup presenti: Open Stage, fondata dal bocconiano Stefano Frosi, che ha ideato delle piattaforme tecnologiche (i cosiddetti totem) per permettere agli artisti di strada di esibirsi negli spazi pubblici. E UniversityBox, il marketplace per studenti universitari fondato da Emiliano Novelli.
Il professor Sergio Campodall’Orto, docente di startup al Politecnico di Milano, afferma che la Regione dovrebbe premiare proprio le iniziative nuove, e il nuovo arriva proprio dalle startup. È lui la voce fuori dal coro: “Solo marginalmente si è parlato delle necessità degli utenti: i cambiamenti non sono guidati dalla tecnologia, bisogna pensare e ragionare in funzione dell’utente”. E lancia l’idea di una call per startup della smart mobility.