Federico Mollicone (Foto Ansa)

Mollicone (Fdi): editoria minacciata da IA, audiremo Fieg in Commissione

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Il Parlamento è “sensibile” al tema della crisi dell’editoria e presto la Commissione Cultura di Montecitorio chiamerà in audizione tutto il mondo Fieg: l’obiettivo è arrivare a una risoluzione che affronti “le urgenze” del settore. Parlando con l’Adnkronos, il deputato di Fratelli d’Italia e presidente della Commissione cultura ed editoria della Camera Federico Mollicone raccoglie il grido d’allarme del numero uno della Fieg Andrea Riffeser Monti, il quale, commentando gli ultimi dati relativi all’andamento economico del settore editoriale, ha sottolineato come le imprese del comparto attendano da troppo tempo degli interventi da parte del governo.

“L’allarme lanciato dal presidente della Fieg è meritevole di attenzione. Del resto il sottosegretario Barachini si è da subito impegnato ad affrontare il tema della riforma dei finanziamenti all’editoria e della pubblicità sui quotidiani. L’auspicio è che si apra al più presto un tavolo con gli editori per salvaguardare una filiera preziosa, minacciata dall’introduzione dell’intelligenza artificiale”, osserva Mollicone.

“Siamo all’avanguardia su questi temi e restiamo al fianco dei giornalisti e di chi crea contenuti editoriali e audiovisivi”, prosegue Mollicone, che annuncia: “In Commissione presto tratteremo questo tema con una risoluzione che affronterà le urgenze dell’editoria e chiameremo in audizione tutta la filiera Fieg: l’obiettivo è coniugare le esigenze finanza pubblica con la tutela di un indotto imprescindibile per una democrazia”.

Quando gli viene chiesto un commento alle polemiche che hanno accompagnato gli emendamenti di Fdi al ddl diffamazione che introducono misure detentive per i giornalisti, l’esponente di Fratelli d’Italia risponde: “Sicuramente, al di là del merito, l’emendamento servirà ad aprire una riflessione sul tema della diffamazione: personalmente, non credo che il carcere per la diffamazione sia la risposta; sicuramente, però, ci sono quotidiani che sono andati oltre la normale critica, con attacchi molto violenti nei nostri confronti e con delle vere e proprie ‘character assassination'”. Per Mollicone “è quindi necessaria una riflessione pacata per trovare una soluzione che rispetti il diritto di espressione e critica ma che dia anche la possibilità a chi è stato attaccato di difendere il proprio onore”.

“A tal proposito – spiega – in Belgio come capo delegazione italiano ho avuto modo di rilanciare la proposta, elaborata dal Parlamento, per l’introduzione di 4 loghi: uno per indicare i contenuti editoriali realizzati con l’intelligenza artificiale; uno per quelli realizzati con l’intelligenza umana; un altro per i contenuti spuri e l’ultimo per i deep-fake prodotti attraverso l’intelligenza artificiale. In questo modo la creatività umana potrebbe beneficiare dello stesso processo che abbiamo avuto nella filiera enologica con l’introduzione della certificazione Docg, ‘Denominazione di Origine Controllata e Garantita’”.

“Siamo all’avanguardia su questi temi e restiamo al fianco dei giornalisti e di chi crea contenuti editoriali e audiovisivi”, prosegue Mollicone, che annuncia: “In Commissione presto tratteremo questo tema con una risoluzione che affronterà le urgenze dell’editoria e chiameremo in audizione tutta la filiera Fieg: l’obiettivo è coniugare le esigenze finanza pubblica con la tutela di un indotto imprescindibile per una democrazia”.

Quando gli viene chiesto un commento alle polemiche che hanno accompagnato gli emendamenti di Fdi al ddl diffamazione che introducono misure detentive per i giornalisti, l’esponente di Fratelli d’Italia risponde: “Sicuramente, al di là del merito, l’emendamento servirà ad aprire una riflessione sul tema della diffamazione: personalmente, non credo che il carcere per la diffamazione sia la risposta; sicuramente, però, ci sono quotidiani che sono andati oltre la normale critica, con attacchi molto violenti nei nostri confronti e con delle vere e proprie ‘character assassination'”. Per Mollicone “è quindi necessaria una riflessione pacata per trovare una soluzione che rispetti il diritto di espressione e critica ma che dia anche la possibilità a chi è stato attaccato di difendere il proprio onore”.