Gianni Berrino, capogruppo di FdI in commissione Giustizia del Senato, ha ritirato gli emendamenti al ddl diffamazione sul carcere per i giornalisti che la scorsa settimana avevano scatenato le proteste di Odg e Fnsi, scatenato polemiche da parte del Pd e ai dubbio nella stessa maggioranza.
“Fratelli d’Italia con il senatore Balboni ha presentato un disegno di legge per eliminare la pena detentiva per il reato di diffamazione al fine di garantire maggiormente la libertà di stampa. Una svolta da tempo attesa ma che nessuno prima di FdI aveva tradotto in provvedimenti concreti”, ha sottolineato Berrino in una nota.
“In linea con la sentenza della Consulta per le ipotesi più gravi di diffamazione, perpetrate con addebito di fatti determinati e falsi, avevo presentato due emendamenti per garantire la piena tutela delle persone offese da meccanismi di ‘macchina del fango’, che ben poco hanno a che fare con la libertà di stampa”, ha ricordato.
“La necessità di procedere con celerità all’approvazione del ddl sulla diffamazione, così come originariamente scritto dal collega di FdI, mi ha convinto a ritirare gli emendamenti presentati che in ogni caso, è bene ricordarlo, alleggerivano sensibilmente le pene attualmente previste.
Procediamo spediti per superare le pene detentive per il reato di diffamazione, immaginando altre tutele per l’eventuale vittima innocente. Coniugare libertà di stampa con tutela della persona offesa nella sua onorabilità sociale rimane la stella polare di FdI”, ha concluso Berrino.
Fnsi: restano criticità
Sul ritiro degli emendamenti si è espressa la Fnsi. “Erano emendamenti ingiusti e incivili che avrebbero portato l’Italia ai confini dell’Ungheria”, ha detto la segretaria generale Alessandra Costante.
“Di questo, fortunatamente, si è accorto un pezzo della maggioranza, alla quale ora ci rivolgiamo nella speranza che, assieme alle altre forze politiche democratiche, si metta al lavoro per rendere più europeo il disegno di legge sulla diffamazione, che per l’informazione ha comunque molte criticità”.


















