Aldo Bisio (Foto Ansa)

Bisio (Vodafone): serve una politica pubblica per settore. E critica l’Ue

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Il manager punta il dito contro le politiche comunitarie, con norme “molto pro-consumatore e poco pro-investitore” che hanno determinato “la decade nera”

Avere una politica pubblica per le telecomunicazioni “è urgente”. Lo sostiene il cco del gruppo Vodafone e amministratore delegato di Vodafone Italia, Aldo Bisio, puntando il dito contro l’Europa.
Per 10 anni ha fatto politiche regolamentarie “molto pro-consumatore e poco pro-investitore”, ha detto riferendosi alle linee seguite nel Vecchio Continente alla conferenza 5G & Co. Determinando “sicuramente”, ha aggiunto, “il segno di quella che è stata la decade nera delle telecomunicazioni in Europa”.
Da qui la richiesta di una politica pubblica. “Perché anno dopo anno le nostre quote di mercato sono inesorabilmente in declino”, ha aggiunto riferendosi alle quoe di crescita in termini di Pil in Europa.

Opportunità enorme per l’Europa

“La digitalizzazione dà opportunità straordinarie per ridefinire completamente i modelli di business, gli ecosistemi industriali, le filiere. C’è un gap di investimenti importante, l’Europa è molto indietro in termini di copertura della popolazione rispetto a Stati Uniti, Corea, Giappone e Cina. La carenza di investimenti si lega al fatto che i ricavi in alcuni Paesi si sono enormemente ridotti, in Italia dal 2010 al 2020 si sono persi oltre 13 miliardi di ricavi con un aumento di 30 volte del traffico transitato sulle reti mobili per i clienti”.

Bisio ha parlato “di un’opportunità complessiva enorme” per l’Europa. Lo studio, ‘Why telecoms matters’, realizzato dal gruppo Vodafone, ha aggiunto, “spiega perché le tlc sono cruciali nella competizione sui mercati internazionali: la digitalizzazione è un’opportunità di circa mille miliardi di euro di valore aggiunto creato per l’Europa, sarebbe come aggiungere il Pil dell’Olanda in termini di produttività crescente”.

I temi da affrontare

Il manager ha elencato alcuni temi da affrontare che riguardano il settore. Cominciando dalla “politica dello spettro. “Circa la metà del capitale investito nelle reti mobili è il prezzo pagato per la dotazione di frequenze, è un impegno importante per la sostenibilità di un’azienda.
E’ “stato assegnato a volte con attitudini abbastanza rapaci da parte dei governi”. Ne è un esempio la Spagna che “ha cercato recentemente di affrontare questo tema estendendo gli orizzonti di licenza di alcune componenti spettrali”.
“Crediamo che tutta l’Europa debba andare in quella direzione lì altrimenti la zavorra e il fardello che grava è sostanzialmente insostenibile”, ha concluso.

“Ci sono poi i temi del contributo degli hyperscalers agli investimenti di rete e del supporto dell’Europa allo sviluppo dell’Open RAN che dà opportunità di ottimizzazione e di creare scala”, ha proseguito Bisio nel suo elenco.
Infine, il tema del consolidamento: si parla molto di quello cross boarder, ma bisogna considerare che il 70% del capitale investito di una rete di tlc mobile sta nella rete di accesso locale: se si crea sovraccapacità è poi molto difficile rendere il business sostenibile e in grado di restituire il costo del capitale a chi decide di investire”.

Collaborazione collettiva

“È necessaria la collaborazione di tutti gli stakeholder, non solo degli operatori tlc ma anche della politica: credo che la dimensione del premio sia tale da rendere necessario lavorare tutti insieme per dare all’Europa questa opportunità di crescita”, ha concluso Bisio.