Caso Ferragni-Balocco, Antitrust: commistione sponsor-beneficenza penalizza consumatori

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La commistione tra sponsorizzazione e beneficienza penalizza i consumatori. Lo ha detto il presidente dell’Antitrust, Roberto Rustichelli, presentando alla Camera la Relazione sull’attività svolta dall’authority nel 2023.

Il caso Balocco-Ferragni

Il riferimento la vicenda dei pandori griffati che ha avuto protagonista Balocco e Chiara Ferragni. “Meritano di essere richiamati i procedimenti volti alla repressione di comportamenti scorretti in relazione alle recensioni online e le istruttorie condotte nel settore dell’influencer marketing. Queste ultime hanno evidenziato come il comportamento dei consumatori possa essere indebitamente pregiudicato da una comunicazione fondata su una ambigua commistione tra sponsorizzazione e iniziative di beneficenza, inducendoli a credere – contrariamente al vero – di contribuire all’iniziativa benefica attraverso l’acquisto del prodotto”, ha spiegato Rustichelli.

“La condivisione delle proprie esperienze di consumo sulle reti sociali e negli spazi virtuali dedicati, che si inserisce nel più ampio fenomeno di generazione di feedback e contenuti da parte degli utenti”, ha continuato, si è dimostrata suscettibile di orientare in misura significativa le scelte di acquisto”.
“La strategia promozionale delle imprese si è quindi adeguata al nuovo contesto, valorizzando le recensioni dei consumatori nella commercializzazione di prodotti o servizi, ovvero sfruttando la visibilità degli influencer, che sono in grado di raggiungere con i propri messaggi un numero elevato di potenziali acquirenti”.
L’ “ambigua commistione tra sponsorizzazione e iniziative di beneficenza” è stato al centro del procedimento chiuso nei confronti delle società Balocco S.p.A. Industria Dolciaria, Fenice S.r.l. e TBS Crew S.r.l. – le ultime due società riconducibili all’influencer Chiara Ferragni – concernente l’iniziativa “Pandoro Pink Christmas”.
“Ad esito dell’istruttoria, ha ricordato Rustichelli, l’Autorità ha accertato che la donazione pubblicizzata come legata alle vendite del “Pandoro Pink Christmas” era stata fatta dalla sola Balocco diversi mesi prima del lancio del prodotto sul mercato, per un ammontare in cifra fissa, privo dunque di qualunque rapporto con le quantità del prodotto vendute, e senza alcuna partecipazione diretta dell’influencer coinvolta all’iniziativa benefica”.

La multa a TikTok

Tra gli interventi citati, Rustichelli ha parlato anche della sanzione comminata dall’Antitrust a Tik Tok, legata “a taluni contenuti pericolosi veicolati ai segmenti dell’utenza più esposti in termini di sicurezza, vale a dire i minori, attraverso un sistema di raccomandazione basato sulla profilazione e volto ad accrescere le interazioni e il tempo speso online”.
“L’Autorità è intervenuta per assicurare – ha detto – il rispetto degli obblighi di diligenza gravanti sulle piattaforme digitali che offrono servizi ai consumatori in assenza di un corrispettivo monetario”.
In questi casi, “occorre evitare che l’adozione di pratiche aggressive volte a dilatare il tempo di fruizione del servizio da parte dei consumatori, anche attraverso tecniche di profilazione algoritmica, determini un pregiudizio più intenso proprio per le categorie di utenti più vulnerabili”.